Gli Angine de Poitrine sono un duo musicale canadese, composto da un ibrido chitarra/basso e batteria, che fonde microtonalità, tempi dispari ed effettistica. Nelle ultime settimane questo progetto ha attirato l'attenzione del mondo musicale: cerchiamo insieme di scoprirne il motivo.
Negli ultimi mesi, il nome Angine de Poitrine è emerso con forza all’interno della scena musicale internazionale, attirando l’attenzione non solo degli appassionati di musica alternativa ma anche di un pubblico sempre più ampio di addetti ai lavori. Il motivo è apparentemente semplice: il duo canadese ha costruito un’identità sonora fuori dagli schemi, basata su un utilizzo innovativo della microtonalità. In questo articolo scopriremo chi sono gli Angine de Poitrine, cosa significa suonare sfruttando la microtonalità e perché questo progetto sta diventando così popolare.
Chi sono gli Angine de Poitrine
Gli Angine de Poitrine sono un duo canadese originario del Québec e attivo dal 2019. I musicisti, di cui non si conosce la vera identità, si identificano con Khn de Poitrine (chitarra, basso) e Klek de Poitrine (batteria).
I due si esibiscono indossando maschere di cartapesta giganti e dall'aspetto surreale. Inoltre, come se non bastassero i costumi, entrambi hanno la pelle totalmente dipinta e maculata.
Relativamente sconosciuti fino a poco tempo fa, di recente gli Angine de Poitrine hanno riscontrato notevole successo sul web. Diversi YouTuber, primo fra tutti Rick Beato, hanno dedicato loro un video.
Cos'è la microtonalità?
Senza addentrarci in una lezione di storia della musica, ci basti sapere che tutta la musica che noi ascoltiamo ogni giorno si basa sul cosiddetto sistema temperato (o temperamento equabile). Questo modo di organizzare i suoni divide l'ottava in 12 semitoni perfettamente uguali, permettendo di suonare in tutte le tonalità maggiori e minori senza riaccordare lo strumento.
In contrapposizione al sistema temperato abbiamo la microtonalità, ovvero l'utilizzo di intervalli musicali più piccoli del semitono, come ad esempio i quarti di tono. Mentre la musica colta occidentale si è stabilizzata sul sistema a 12 note, molte tradizioni (come quella araba, indiana o turca) usano naturalmente scale microtonali da secoli.
Strumentazione e sonorità
Il tratto distintivo degli Angine de Poitrine, almeno dal punto di vista musicale, è senza dubbio l’utilizzo di uno strumento ibrido chitarra/basso microtonale a doppio manico. Il suono viene poi sapientemente arricchito con numerosi effetti a pedale. Infine, grazie all'utilizzo di looper, il "chitarrista" riesce a ingrandire il sound del gruppo nonostante siano soltanto in due. L'unione fra l'utilizzo della microtonalità e la sovrapposizione di più linee melodiche sfocia in una sonorità decisamente particolare.
La batteria ha un kit piuttosto essenziale, i cui tom e rullante sono ricoperti da un telo che ne rende il timbro più "sordinato".
Sporadicamente avvengono anche degli interventi vocali, fortemente effettuati e quasi robotici.
Lo stile musicale è riconducibile al math rock (per l'utilizzo di tempi meno convenzionali), ma con forti influenze techno/dance, da cui riprendono la ciclicità musicale e la progressiva sovrapposizione di linee melodiche.
ll motivo della viralità
Il successo degli Angine de Poitrine non si spiega solo con la loro sperimentazione microtonale, dato che non sono di certo i primi a farlo. A partire dal celebre Jacob Collier (in un suo arrangiamento di "In the Bleak Midwinter" modula in SOL "semidiesis" maggiore), fino a Maddie Ashman (date un occhio alla sua pagina Instagram), la microtonalità è un territorio già esplorato da molti. Ma allora, a cosa è dovuto questo successo degli Angine de Poitrine?
Una componente fondamentale è la loro capacità di costruire un progetto artistico completo, in cui musica, immagine e performance si fondono in modo coerente.
Le maschere e i costumi creano un’identità visiva immediata e favoriscono la viralità, ma è la musica a mantenere alta l’attenzione: composizioni inizialmente spaesanti, ma con groove e struttura coinvolgenti.
Più che puntare sul virtuosismo, il duo propone un approccio diverso allo strumento: non si tratta di suonare più velocemente, ma di esplorare nuove possibilità sonore. La microtonalità diventa uno strumento creativo, capace di ispirare chitarristi e bassisti a sperimentare oltre i limiti della chitarra tradizionale.
Conclusioni
Il mio dubbio principale riguarda la capacità di un progetto del genere di durare nel tempo. Sarà un fenomeno passeggero, oppure il duo riuscirà a continuare a percorrere questa strada per molto tempo?
Non esiste una risposta definitiva. Quello che è certo, però, è che in un panorama spesso dominato da formule consolidate, gli Angine de Poitrine sono riusciti a ritagliarsi uno spazio autentico, dando voce a un linguaggio musicale tanto inusuale quanto riconoscibile. Ed è proprio questa capacità di distinguersi, oggi, a renderli un progetto che vale la pena osservare.
Alla prossima!
L’abbonamento rende possibile GuitarProf e ti dà accesso a contenuti e vantaggi riservati agli abbonati.
