I modi della scala minore melodica sono tra le scale più comunemente usate nel jazz e nella fusion. Ciononostante non è raro incontrarli anche in altri generi musicali. Le loro sonorità sono ricche di colori e sfumature molto particolari. Vediamo quali sono i modi della scala minore melodica e come si costruiscono.
I modi
Prima di entrare nel dettaglio della costruzione dei modi della scala minore melodica; è necessario avere chiaro cos’è un modo e quali sono le sue caratteristiche principali.
Ecco un breve ripasso sull’argomento.
Il termine modo indica semplicemente una scala musicale. Per questo motivo, il termine modo viene spesso sostituito con scala modale.
Una scala modale, come tutte le scale, è costituita da una sequenza tipica di intervalli che si sviluppano tra la tonica del modo e le altre note. Inoltre ogni scala modale, compreso quelle derivanti dalla scala minore melodica, è formata da una sequenza di toni e semitoni, unica e irripetibile.
Questi concetti sono fondamentali per comprendere fino in fondo la costruzione e la successiva applicazione dei modi.
Infine, ritengo assolutamente necessario conoscere i modi della scala maggiore, prima di studiare modi derivati da altre scale. La nomenclatura che viene assegnata ai modi della scala minore melodica, deriva, ad esempio, da quella relativa ai modi della scala maggiore. Attenzione: il nome di un modo può dirci molto su quella scala, soprattutto nel caso dei modi della scala minore melodica.
Se questi concetti non sono chiari, oppure non vi ricordate i modi della scala maggiore, prima di andare avanti, leggete questo articolo.
La scala minore melodica
Come primo passo, facciamo chiarezza su come si costruisce la scala minore melodica, per poi passare ai modi derivati da questa scala.
La scala minore melodica può essere costruita a partire dalla scala minore naturale. È sufficiente trasformare, all’interno di una scala minore naturale, gli intervalli di sesta minore e di settima minore (calcolati rispetto alla tonica), in intervalli di sesta maggiore e settima maggiore. Così facendo, partendo da una scala minore naturale, si ottiene una scala minore melodica.
Ecco un raffronto tra la scala minore naturale di DO e la scala minore melodica di DO:

La scala minore melodica può essere costruita anche partendo dalla scala maggiore. Se sostituisco, all’interno di una qualsiasi scala maggiore, l’intervallo di terza maggiore (sempre calcolato rispetto alla tonica) con uno di terza minore, ottengo una scala minore melodica. Nonostante non sia un metodo universalmente condiviso dai manuali di teoria e armonia, personalmente lo trovo efficace.
Ecco un raffronto tra la scala maggiore di DO e la scala minore melodica di DO:

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Costruzione dei modi della scala minore melodica
Per costruire i modi della minore melodica seguirò lo stesso metodo utilizzato per i modi della scala maggiore.
Partiamo da una delle sette note della scala minore melodica; in armonia musicale definite anche gradi. Costruiamo una scala che sale per grado congiunto da quella nota fino alla stessa nota posta all’ottava superiore. Manteniamo le stesse note della scala minore melodica di origine, senza aggiungere alcuna alterazione.
Ecco un esempio pratico: i sette modi della scala minore melodica di DO, originati dai sette gradi della scala. Per ogni modo troverete specificati gli intervalli che si sviluppano al suo interno tra la tonica del modo e le altre note.

L’importanza dei nomi
Come potete notare, ogni modo della scala minore melodica ha un nome peculiare, che ne descrive le caratteristiche in termini di intervalli.
Ad esempio, il modo costruito sul secondo grado, si chiama Dorico 2m (o b9), poiché contiene gli stessi intervalli di una scala dorica; tranne che per l’intervallo di seconda, che è appunto minore.
Stesso discorso per il modo costruito sul quinto grado, il misolidio b6 (o b13). Condivide gli stessi intervalli del modo misolidio, compreso la tipica settima minore, tranne che per l’intervallo di sesta che è minore.
Fa eccezione il modo superlocrio, che merita indubbiamente una spiegazione a parte.
Il modo superlocrio
Il modo superlocrio può essere definito anche scala alterata; per capire meglio, diamo un’occhiata all’armonizzazione della scala minore melodica.
Sul settimo grado della scala, viene costruito un accordo semidiminuito (m7b5). Di conseguenza il modo superlocrio è supportato da un accordo semidiminuito. A tutti gli effetti, tale scala contiene gli intervalli di 3min, 5dim e 7min rispetto alla tonica del modo. Gli intervalli sono esattamente quelli di un accordo semidiminuito.
Ma se penso agli intervalli del modo superlocrio sotto il profilo dell’enarmonia, tale scala può essere supportata anche da un accordo di dominante alterato.
Ecco un esempio pratico, la scala superlocria di SI, costruita sul settimo grado della scala minore melodica di DO, in relazione all’accordo di B7alt:

Se ragioniamo in termini enarmonici, il modo superlocrio contiene, rispetto al B7 alt, gli intervalli di 3mag (MIb=RE#) e 7min. Inoltre contiene tutte le possibili alterazioni dell’accordo: b9 (DO), #9 (RE=DO##), b5/#11 (FA=MI#), #5/b13 (SOL=FA##). Ecco il motivo per cui tale modo viene definito anche scala alterata.

