Durante lo studio dell’improvvisazione jazz, un ottimo primo esercizio consiste nell’applicare un pattern preciso che segue la progressione armonica. Questo approccio permette di memorizzare più rapidamente gli accordi e di creare fin da subito delle “strade sicure” sulle quali costruire il proprio fraseggio.
Il pattern che andremo oggi ad utilizzare ha sempre fatto parte del linguaggio jazzistico, ma in particolar modo è stato reso celebre dal sassofonista John Coltrane. Rinomato è il suo utilizzo nel brano “Giant Steps”, dall’omonimo disco del 1960.
Il pattern 1-2-3-5 può essere interpretato come un arpeggio in stato fondamentale arricchito da una nota di passaggio tra primo e terzo grado. Il criterio con cui scegliamo questa nota deriva dal concetto di relazione scala-accordo. Se l’argomento vi è nuovo consiglio la lettura di questo articolo, altrimenti proseguite tranquillamente.
Dopo aver fatto l’analisi armonica del brano, saremo in grado di stabilire le note precise del pattern da applicare su ogni accordo.
Le varianti
Le possibilità sono abbastanza numerose, e possono essere riassunte come segue:
- Accordi maj7: F, 2a maggiore, 3a maggiore, 5a giusta
- Accordi 6 (di sesta): F, 2a maggiore, 3a maggiore, 5a giusta
- Accordi min7 (se 2° o 6° grado della tonalità): F, 2a maggiore, 3a minore, 5a giusta
- Accordi min7 (se 3° grado della tonalità): F, 2a minore, 3a minore, 5a giusta
- Accordi minMaj7: F, 2a maggiore, 3a minore, 5a giusta
- Accordi 7/7#11: F, 2a maggiore, 3a maggiore, 5a giusta
- Accordi 7b9: F, 2a minore, 3a maggiore, 5a giusta
- Accordi 7alt: F, 2a minore, 3a minore/maggiore, 5a diminuita/aumentata
- Accordi m7b5: F, 2a minore, 3a minore, 5a diminuita
- Accordi dim7: F, 2a maggiore, 3a minore, 5a diminuita
Non lasciatevi spaventare, perché in realtà non capiterà spesso di dover utilizzare tutte queste possibilità, ma piuttosto le scelte ricadranno sugli stessi pattern. Questo è solo un elenco generale dal quale andare a prendere la sequenza corretta.
Ovviamente lo stesso procedimento può essere utilizzato per gli accordi in forma di triade, anziché quadriade. Essendo la più frequente in ambito jazz, ho scelto di concentrarmi su quest'ultima tipologia.
Analisi armonica del brano “There Will Never Be Another You”
Adesso entriamo nella praticità di questo articolo. Ho selezionato un brano che avesse diverse tipologie di accordi, anche dal punto di vista funzionale rispetto all’armonia: “There Will Never Be Another You”, celebre standard jazz scritto da Harry Warren.
Dunque procediamo con l’analisi armonica del brano.

Se siete interessati a studiare il tema del brano e un chorus di solo scritto appositamente su questa progressione armonica, e analizzato nel dettaglio in modo chiaro, date un'occhiata a questo manuale:
Esercizio pratico sul pattern 1-2-3-5
Applichiamo ora i nostri pattern 1-2-3-5, tenendo conto della funzione di ogni accordo della progressione armonica. A mio avviso, è importante fin da subito abituarsi ad eseguire il pattern anche in senso discendente, ovvero 5-3-2-1, perciò ho inserito anche questa variante. Inoltre ho cercato di sperimentare con le varie diteggiature possibili, in modo da non restare ancorati ad una sola posizione.
Per quanto riguarda gli accordi di dominante funzionali, essendo spesso interpretabili in più modi, ho cercato di usare diversi pattern: la sigla dell'accordo vi indicherà quale soluzione è stata adottata.
Infine, noterete che nella prima sezione del brano c’è un maggiore spazio tra un accordo e l’altro, mentre nella seconda i pattern risultano intenzionalmente più serrati. Questa scelta serve sia ad aumentare la difficoltà dell’esercizio, sia a rendere il risultato più vicino a un vero fraseggio musicale.


Consigli per lo studio e l'applicazione
Consiglio inizialmente di prendere confidenza con i vari pattern, anche restando su accordi con la stessa fondamentale ma di tipologia diversa (es: Cmaj7, Cm7, C7, ecc.). Dopodiché addentratevi nel brano come abbiamo fatto in questo articolo. Potete imparare prima l'esercizio così com'è scritto, per poi applicare qualche variante a vostro piacimento.
Una volta assimilato il concetto, provate a svolgere lo stesso tipo di lavoro anche su altri brani: l'importante è fare più pratica possibile.
Ricordate infine che, logicamente, un buon fraseggio è costituito da vari elementi, di conseguenza utilizzare solo dei pattern risulterà meccanico. Ciononostante, lo studio di queste cellule è un ottimo spunto per la creazione del vostro vocabolario.
Alla prossima!

