Scritto da: Luca Gelli - Categorie: armonia applicata

Collegare le triadi sulla chitarra: esercizi pratici

Una raccolta di esercizi per sviluppare continuità tra triadi maggiori, minori, diminuite e aumentate lungo tutto il manico


Su Guitar Prof abbiamo già dedicato vari articoli alle triadi, sia dal punto di vista teorico che pratico. Qui invece l’obiettivo è più di tipo operativo: questi esercizi sono pensati per collegare le triadi sulla chitarra, seguendo progressioni semplici e sviluppando una visione più unitaria della tastiera. Il lavoro parte da giri armonici essenziali e si estende poi anche alle triadi diminuite e aumentate.


Progressioni di partenza per collegare le triadi

Gli esercizi proposti partono da alcune progressioni armoniche essenziali. Le prime due, dedicate a triadi maggiori e minori, sono:

  • DO – LA min – RE min – SOL (I - VIm - IIm - V in DO maggiore)
  • LA min – DO – RE min – MI min (Im - bIII - IVm - Vm in LA minore)

Sono esercizi da suonare con libertà, mantenendo però una continuità ritmica regolare, così da seguire con naturalezza lo sviluppo del giro armonico.

L’obiettivo è allenare la capacità di collegare le triadi sulla chitarra in modo fluido, lavorando non solo sulle singole forme, ma soprattutto su una visione più ampia e orizzontale della tastiera.

Per rendere più chiaro come affrontare questi esercizi, nei primi esempi ho aggiunto anche alcuni file audio di riferimento.

L’idea è suonare queste triadi con una certa regolarità ritmica, anche a un tempo lento, così da poter apprezzare la concatenazione tra un accordo e il successivo.

Non serve fare nulla di complesso: in alcuni casi l’accordo resta fermo, in altri viene arpeggiato o inserito in un pattern essenziale.

L’obiettivo principale resta quello di studiare il collegamento tra le triadi, cercando però di dare fin da subito un minimo di musicalità all’esecuzione, dopo aver osservato con calma le forme sulla tastiera.


Collegare le triadi sulla chitarra: valutazioni su registro e timbro

Prima di passare agli esercizi, è utile ricordare un aspetto spesso sottovalutato: sulla chitarra il suono delle triadi dipende da più fattori che agiscono insieme.

Da un lato c’è lo spessore delle corde: le corde più sottili producono un timbro più chiaro e aperto, mentre quelle più spesse rendono il suono più scuro e denso.

Dall’altro c’è il registro. Salendo molto in alto, soprattutto sulle corde acute, le triadi possono diventare più brillanti e talvolta anche un po’ stridenti. Scendendo verso i registri gravi, invece, il suono può risultare più pieno ma anche meno definito, proprio per la maggiore densità delle frequenze basse.

A tutto questo si aggiunge il timbro dello strumento che stiamo utilizzando: una chitarra dal suono trasparente farà emergere queste triadi in modo diverso rispetto a uno strumento più chiuso e ovattato.

Tenere presenti questi elementi aiuta a comprendere meglio come collegare le triadi sulla chitarra non sia solo un esercizio di forme, ma anche un lavoro di ascolto e di consapevolezza timbrica.

Negli esempi audio che potete ascoltare ho suonato gli accordi su una chitarra acustica, pizzicando le corde con le dita.


Esercizio 1 – Giro in DO sulle corde MI, SI, SOL

Il primo esercizio è costruito sul giro in DO maggiore e si sviluppa sulle tre corde più acute.

L'asterisco indica una possibile chiusura alternativa della progressione, utile per chi ha uno strumento con meno estensione verso l’acuto.

Esercizio per collegare triadi in C maj

Esercizio 2 – Giro in DO sulle corde SI, SOL e RE

Il secondo esercizio riprende lo stesso giro, ma sulle corde SI, SOL e RE, in un registro spesso molto efficace anche negli arrangiamenti di band.

Proprio in questa zona della tastiera le triadi trovano spesso un uso diretto nella ritmica pop e rock. Per un approfondimento in questo senso, rimando anche a: triadi sulla chitarra: rivolti e ritmica pop rock.

C maj - Esercizio 2

Esercizio 3 – Giro in LA minore sulle corde SOL, RE e LA

Il terzo esercizio passa al giro in LA minore e si sviluppa sulle corde SOL, RE e LA, entrando in un registro più scuro rispetto ai primi esempi.

In questa zona della tastiera il risultato dipende molto anche dallo strumento e dal contesto: a seconda del timbro della chitarra e della posizione scelta, queste triadi possono risultare più o meno definite. Nell'esempio audio in questo caso ho arpeggiato le note.

Esercizio per collegare triadi in A min

Esercizio 4 – Giro in LA minore sulle corde RE, LA, MI

Il quarto esercizio resta sul giro in LA minore, ma si sposta sulle tre corde più gravi. Il suono è profondo e molto denso, soprattutto nei primi tasti.

In questo registro le triadi possono diventare materiale utile anche per riff e accompagnamenti molto "scuri". È un passaggio importante per completare questo primo sguardo ai collegamenti tra forme maggiori e minori.

A min - Esercizio 2

Collegare le triadi sulla chitarra tra tonalità e sonorità modali

In questi esercizi ci siamo concentrati sull’applicazione delle triadi dentro progressioni tonali.
Parliamo quindi di giri armonici maggiori e minori, legati a una logica funzionale.

Vale però la pena ricordare che le triadi hanno un ruolo importante anche nella musica modale.
In quel contesto non servono tanto a “risolvere” una progressione, quanto a creare colore e atmosfera.
Il movimento avviene intorno a un centro sonoro più stabile.

In questo senso, acquisire un pò di abilità nel collegare le triadi può rivelarsi uno strumento utile anche per esplorare sonorità modali.


Il materiale presentato in questa raccolta è disponibile anche in formato PDF. Nel file sono inclusi tutti gli esercizi dell’articolo, insieme ad altri esempi aggiuntivi e a ulteriori esercizi dedicati alle triadi diminuite e aumentate, così da completare questo primo lavoro sui collegamenti.

L’obiettivo resta sempre lo stesso: collegare le triadi sulla chitarra in modo più fluido.


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