Scritto da: Luca Gelli - Categorie: teoria e armonia

Le modulazioni armoniche: una spiegazione sintetica con esempi

Cosa vuol dire modulare in un'altra tonalità? In quanti modi posso fare una modulazione armonica? Un accordo può appartenere a più tonalità? Proverò a fornirvi una spiegazione semplice con alcuni esempi scritti e da ascoltare.


Molti brani musicali sono composti in un'unica tonalità, altri invece no. Alcune composizioni infatti passano attraverso 2 o più centri tonali. In questo caso parliamo di modulazioni armoniche. Il concetto di base è semplice: una modulazione è un cambio di tonalità. A volte però quando abbiamo davanti una partitura scritta e cerchiamo di fare l'analisi armonica, facciamo fatica ad individuarle. Vediamo di capire qualcosa in più. Intanto approfondiamone la definizione.

Una modulazione armonica avviene quando una progressione di accordi di una canzone che appartiene ad una determinata tonalità continua poi in un'altra tonalità.

Un cambio di tonalità è più evidente quando nella progressione armonica compare il I grado della nuova tonalità, ma questo non è un requisito necessario.

Passiamo ora alla classificazione dei vari tipi di modulazione e agli esempi. Per quanto riguarda questi ultimi ho anche aggiunto i relativi file audio.


I vari tipi di modulazione

In sostanza possiamo dividere le modulazioni in 2 tipologie:
- Diretta
- Indiretta


Modulazione armonica diretta

Una modulazione armonica diretta avviene quando da un qualsiasi accordo della tonalità precedente passiamo ad un accordo della nuova, senza che siano presenti accordi preparatori o in comune tra le due.

Esempio modulazione diretta

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Modulazione armonica indiretta

Una modulazione armonica indiretta avviene quando l'accordo in cui inizia il cambio di tonalità può appartenere ad entrambe i centri tonali. Questo accordo viene comunemente chiamato accordo pivot, e può essere analizzato secondo le due diverse prospettive. Infatti possiamo affermare che ha una doppia funzione armonica (marcato [D.F.] nell'analisi armonica).

Esempio modulazione indiretta con accordo pivot

NOTA: Hal Crook - noto didatta del Berklee College - inserisce anche la definizione di modulazione preparata. In pratica questa avviene quando si arriva alla nuova tonalità tramite una cadenza (di tipo V-I) senza che siano presenti accordi pivot comuni ai due centri tonali.


Tonalità vicine e tonalità lontane

Una modulazione permette di spostarsi da una tonalità a un’altra, che può essere percepita come vicina o lontana rispetto a quella di partenza. La distinzione non dipende dalla distanza “geografica” delle note fondamentali, ma dal numero di note in comune tra le due tonalità.

Si definiscono tonalità vicine quelle che differiscono dalla tonalità di partenza per una o due note al massimo. Partendo da DO maggiore, rientrano in questa categoria la relativa minore (LA minore, con le stesse note), le tonalità con una sola alterazione in più o in meno (come FA maggiore o SOL maggiore, e le rispettive relative minori) e quelle che introducono due alterazioni complessive (RE maggiore e SIb maggiore e relative minori). In questi casi il legame tonale rimane forte e la modulazione risulta generalmente fluida.

Si parla invece di tonalità lontane quando le note diverse diventano tre o più. Sempre prendendo DO maggiore come riferimento, tonalità come LA maggiore o LAb maggiore presentano molte alterazioni e pochi punti di contatto con la tonalità di partenza, rendendo il passaggio più evidente dal punto di vista armonico.

Un equivoco frequente nasce dal considerare “vicine” tonalità che hanno le toniche a poca distanza, come DO e DO♯. In realtà, nonostante la vicinanza delle fondamentali, queste tonalità condividono pochissimo materiale (di fatto in questo caso nessuna nota) e sono quindi da considerare tonalità lontane.


Approfondimento sulla doppia funzione armonica

Accordi con doppia funzione armonica possono essere presenti anche senza portare ad una modulazione. Nel prossimo caso notate l'accordo Em7: può essere visto come un accordo diatonico della tonalità oppure come una sopratonica secondaria, in questo caso collegato al successivo A7 per risolvere su Dm7 . Se non avete chiari i concetti di dominante secondaria e sopratonica secondaria date un'occhiata qui.

Esempio accordo con doppia funzione

Esercitatevi!

Vi lascio con questa semplice raccomandazione: esercitatevi! E non separate l'aspetto della comprensione intellettuale dall'ascolto. Ascoltate con attenzione quello che volete scrivere o analizzare cercando di capire anche con l'orecchio i vari movimenti degli accordi.

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Luca Gelli - 

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