All’interno di un brano musicale possono ripetersi molti elementi, dalle singole note fino a intere sezioni. I segni di abbreviazione, nella teoria musicale e nella notazione, aiutano a risparmiare tempo e a rendere la lettura più semplice e veloce.
Perchè è utile conoscere i segni di abbreviazione
La ripetizione è un concetto centrale nella musica. Può riguardare una melodia principale, una cellula ritmica, una strofa, un ritornello o persino un’intera sezione del brano. In teoria musicale, l’uso di segni di abbreviazione dedicati alla notazione delle ripetizioni aiuta compositori, trascrittori e lettori a rendere una parte musicale più compatta e, di conseguenza, più facile da eseguire e interpretare. In questo articolo vediamo alcune tecniche utili per semplificare il lavoro.
Il ritornello
Uno dei segni di abbreviazione più utilizzati è il ritornello, da non confondere con il ritornello di una canzone. Abbiamo già accennato all’argomento parlando delle misure e dei diversi tipi di stanghetta, ma qui lo approfondiamo. Il ritornello è formato da due stanghette, una di apertura e una di chiusura, e indica che le battute comprese tra di esse devono essere ripetute.
Nell’esempio seguente, le due misure incluse nel ritornello vanno eseguite due volte.

Talvolta le stanghette del ritornello sono arricchite da piccole “alette”, che le rendono più evidenti e facilitano la lettura a colpo d’occhio.

Quando la parte da ripetere si trova all’inizio del brano, la stanghetta di apertura del ritornello può essere omessa. In questo caso si sottintende la ripartenza dall’inizio.

La sezione da ritornellare può essere collocata in qualsiasi punto del brano.

Una parte può anche essere ripetuta più volte. In questi casi si indica il numero di ripetizioni con una “X” seguita dal numero corrispondente, posizionata vicino alla stanghetta di chiusura. Nella prassi anglosassone è frequente trovare la scritta con il numero seguito da “Xs”.

Può capitare che una sezione ritornellata debba essere eseguita un numero imprecisato di volte. Pensiamo, ad esempio, a un lungo solo di chitarra dalla durata indefinita, che termina “a chiamata” (on cue). In teoria musicale classica si usa la dicitura ad libitum (o ad lib), cioè “a volontà”. Nella musica moderna sono invece comuni termini come open o vamp till cue.
Nella musica moderna registrata, i finali - o code - sono spesso costruiti su parti ripetute più volte, con una progressiva diminuzione del volume fino alla conclusione del brano. In questi casi si utilizza frequentemente la dicitura vamp & fade (ripeti e sfuma).
Le parti ritornellate possono inoltre prevedere conclusioni diverse. Si parla in questo caso di finali numerati (endings). Nell’esempio seguente, l’ordine di lettura delle battute sarà: 1, 2, 3, 4, 1, 2, 5, 6.

Il Da Capo, il Dal Segno, il Coda, il Fine
Esistono altri segni di abbreviazione che permettono di evitare la riscrittura di intere sezioni. Sono indicazioni tradizionalmente espresse in lingua italiana e utilizzate per convenzione anche a livello internazionale. Possono essere scritti alla fine della battuta interessata, sopra o sotto il pentagramma.
Da Capo
Il Da Capo (D.C.) indica che l’esecuzione deve ripartire dall’inizio. Se non sono presenti altre indicazioni, si ripete l’intero brano fino alla fine, spesso indicata con il termine Fine.

Se invece occorre tornare all’inizio e concludere in un punto preciso del brano senza arrivare alla conclusione della partitura, si utilizza la dicitura Da Capo al Fine (D.C. al Fine).

Dal Segno
Quando la ripetizione non parte dall’inizio, si usa il Dal Segno (D.S.), che indica di riprendere l’esecuzione dal punto contrassegnato dal segno. Nell'esempio seguente arrivati in fondo si dovrà leggere o eseguire il secondo rigo.

In alcune situazioni, le sezioni ritornellate non devono essere eseguite quando si torna da capo o dal segno. In questi casi si trovano diciture come direttamente al secondo finale o take second ending.

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Ripetizione delle note, dei movimenti e delle battute
La notazione musicale mette a disposizione diversi segni di abbreviazione per evitare la riscrittura di note ribattute, movimenti o intere battute. Uno dei più comuni è il segno diagonale, chiamato slash.

Altri simboli, simili al segno di percentuale, indicano la ripetizione di una o due battute precedenti. Nel primo caso - a battuta 2 - si deve ripetere il contenuto della battuta 1. Nel secondo - a battute 5 e 6 - si deve ripetere rispettivamente il contenuto delle battute 3 e 4.

Per le note ribattute esistono simboli specifici, che variano in base al valore delle note. Nei seguenti esempi viene ribattuta una singola nota.



La scrittura può essere ulteriormente semplificata nel caso di alternanza rapida di due note, come nel tremolo.


Nel caso di note arpeggiate e lasciate risuonare, si utilizza una freccia con linea ondulata, oppure la dicitura let ring. Nel primo caso vediamo un accordo suonato arpeggiando velocemente le note.

In questo esempio si utilizza ancora una volta la dicitura let ring, ma non per indicare un arpeggio veloce come nel caso precedente. Qui si tratta di note dal valore di un quarto che, pur avendo una durata definita, devono essere lasciate risuonare. L’uso della dicitura let ring permette quindi di semplificare la lettura, evitando una scrittura più complessa delle legature di durata.

Come tutta la notazione musicale, anche i segni di abbreviazione sono in continua evoluzione. Molte delle soluzioni presentate restano però di uso comune e costituiscono una parte fondamentale della teoria musicale applicata alla lettura delle partiture.

