Scritto da: Mauro Sarti - Categorie: improvvisazione / jazz

Relazione scala-accordo: applichiamo un semplice esercizio

Quando ci troviamo a studiare l’improvvisazione su un brano specifico, uno dei primi esercizi che possiamo eseguire consiste nel collegare ogni accordo alla propria scala di riferimento. Questo ci aiuta nella visualizzazione delle note e nell’acquisire fluidità sulla tastiera. In questo articolo proveremo ad applicare il concetto su un brano preso come esempio.


Come prima cosa, va chiarito il concetto di relazione scala-accordo. Cercherò di dirlo nel modo più semplice possibile: ad ogni accordo, a seconda della propria funzione armonica, corrisponde una scala di riferimento. Ne deriva che se noi suoniamo su ogni accordo la “sua” scala, per forza di cosa useremo soltanto note, almeno sulla carta, corrette per l’improvvisazione.
Per fare ciò è però necessario essere in grado di fare l’analisi armonica di una progressione di accordi, per comprendere la funzione di ognuno di essi.
Se già conoscete l’argomento andate tranquillamente avanti, altrimenti vi consiglio di dare un’occhiata al corso di armonia musicale presente sul blog. Troverete spiegazioni dettagliate di questo e molti altri concetti armonici fondamentali per la comprensione della musica.
Come secondo requisito, è necessario aver ben presente i modi, sia della scala maggiore che delle scale minori. Saranno fondamentali per scegliere quale scala utilizzare.


Le principali possibilità

Dopo aver fatto l’analisi armonica della progressione di accordi sulla quale vogliamo improvvisare, grazie all’utilizzo dei modi saremo in grado di assegnare ad ogni accordo la sua scala di riferimento. Ad esempio: se dall’analisi evidenziamo che un Cmaj7 rappresenta il primo grado, allora la prima scelta sarà utilizzare il modo ionico, costruito sul primo grado della scala maggiore. Se lo stesso accordo avesse rappresentato il quarto grado, dovremmo utilizzare il modo lidio, e così via.

Di seguito troviamo un elenco delle principali possibilità, a seconda della tipologia di accordo. Esistono anche delle eccezioni, che però ho deciso di non includere in questo articolo per non mettere troppa carne al fuoco.

  • Accordi maj7: Ionico, Lidio
  • Accordi min7: Dorico, Eolio, Frigio  
  • Accordi 7: Misolidio, Lidio di Dominante, Superlocrio (o scala alterata), Frigio Maggiore
  • Accordi m7b5: Locrio, Locrio 2a maggiore
  • Accordi dim7: diminuita tono-semitono

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Analisi armonica del brano Blue Bossa

Procediamo adesso con un esempio pratico. Ho scelto un brano dalla struttura molto semplice: Blue Bossa, celebre composizione del trombettista statunitense Kenny Dorham. Come detto in precedenza, per prima cosa facciamo quindi l’analisi armonica della progressione di accordi.

analisi armonica blue bossa

Scale da utilizzare

Come secondo passaggio, andremo a scrivere le scale da utilizzare su ogni accordo. Come detto in precedenza, su alcuni accordi ci sarebbero più opzioni, ma noi useremo le più tradizionali. Ad esempio, su G7b9 è possibile utilizzare sia la scala alterata che il frigio maggiore. Ho scelto quest’ultimo perché ha una sonorità più vicina al DO eolio, e di conseguenza sarà anche più facile da visualizzare. 
Ricordate che per ogni modo scritto, come tonica di riferimento abbiamo la fondamentale dell’accordo sul quale stiamo suonando. Se l’accordo è Fm7, suoniamo FA dorico; se l’accordo è Ab7, suoniamo LAb misolidio, e via discorrendo.

scale da utilizzare

Esercizio pratico sulla relazione scala-accordo

Entriamo finalmente nel vivo dell’articolo. Adesso andremo a suonare le varie scale in relazione agli accordi e alla loro funzione armonica. Suoneremo i modi per l’estensione di un’ottava: nel primo chorus il senso sarà ascendente, nel secondo invece discendente. 
Nell’ultima battuta del primo chorus, dato che gli accordi durano solo due quarti ciascuno, ho usato le note della scala ma evitando note ribattute. Per questo motivo, ho utilizzato il pattern 1-2-3-5.
Nel corso dei due chorus, ho cercato di muovermi lungo la tastiera, in modo da esplorare nuove posizioni e diteggiature.

esercizio relazione scala-accordo

Conclusioni

Vi consiglio inizialmente di eseguire l’esercizio senza tempo, in modo da concentrarsi sull'essere sicuri di saper individuare le scale da utilizzare. Dopodiché partite da una velocità bassa, per poi aumentare progressivamente. Inoltre, ogni volta che ripeterete l’esercizio potete cercare nuove diteggiature, in modo da sbloccare la tastiera nella sua totalità. Per fare pratica potete usare iReal Pro, app molto utile che utilizzo quotidianamente.
Come ultima cosa, una volta compreso il concetto base, vi suggerisco di applicarlo a qualsiasi brano che abbiate intenzione di praticare. Non è importante che si tratti di jazz: l’esercizio si adatta facilmente anche ad altri generi musicali.

Buono studio, alla prossima!

fine
Mauro Sarti - 

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