Trascrizione completa del brano The End dei The Beatles. Studiamo insieme tutti gli assoli di chitarra di questo brano e analizziamo i suoni e la strumentazione utilizzata.
“And in the end, the love you take is equal to the love you make”. Così si chiude Abbey Road (1969), così si chiude anche l’epopea dei Beatles in studio. Ma The End è molto più di un epilogo: è un inno strumentale alla collaborazione, un congedo epico tra tre chitarristi che si passano la parola a colpi di assolo. The End è il penultimo brano (seguito solo dalla ghost track Her Majesty, inizialmente concepita per stare a metà del medley finale) del lato B di Abbey Road, l’ultimo album registrato dai Beatles. È la chiusura perfetta di un medley leggendario, costruito con sapienza e pathos. Registrato nel luglio 1969, rappresenta l’unica occasione in cui Lennon, McCartney e Harrison suonano a turno assoli di chitarra, dando vita a una jam strutturata ed elegante.
Introduzione e il solo di Ringo
Il brano inizia con i bending di George Harrison e una frase armonizzata per terze che puzza di blues. Dopo la ripetizione di questa introduzione abbiamo l’assolo di batteria di Ringo Star, otto misure di spazio anche a lui per far parte di questa Jam. Successivamente entra la chitarra ritmica con solamente due accordi A7 e D7, I7 e IV7 che segnano le grandi influenze blues che i Beatles hanno sempre dimostrato. I successivi soli si sviluppano unicamente su questa spola armonica! Se vuoi approfondire la chitarra ritmica nel blues ecco questo corso per te.

Un duello a tre: i soli di chitarra
La sezione centrale del brano ospita un vero e proprio guitar battle. Lennon, McCartney e Harrison si alternano con frasi da due battute ciascuno, per un totale di tre turni a testa. L’ordine è costante:
- Paul McCartney, con una particolare spiccatezza ritmica e melodica
- George Harrison, dal tocco bluesy e la grande espressività dinamica
- John Lennon, il più rude e grezzo dei tre ma sicuramente con l’animo più rock.
Il contrasto tra i tre stili è netto ma complementare. Il risultato? Un esempio perfetto di interplay chitarristico. Le frasi sono costruite su pentatoniche maggiori e minori, con brevi incursioni modali. Niente virtuosismi da shredder, ma un’attenzione massima alla frase, al tono e alla risposta collettiva.
Le chitarra in The End: suono, gear e interpretazione
Ogni chitarrista utilizza il proprio strumento iconico e i propri pedali. Non ci sono fonti ufficiali sulla strumentazione utilizzata con certezza, quello che riporto qui sotto è frutto della mia intuizione e di quello che ho utilizzato io per ricostruire quei suoni:
- Paul usa una Les Paul Standard con suono pieno e sustain ricco dato probabilmente da un amplificatore Silvertone 1484.
- George impiega probabilmente la sua storica Fender Telecaster Rosewood, la stessa usata nel rooftop concert. L’amplificatore sembra essere un Fender Deluxe ricco di dinamica e con il suono sporco ma non troppo
- John quasi sicuramente opta per la sua Epiphone Casino, sfruttando la distorsione naturale e l’attacco tagliente. È possibile che abbia usato amplificatore Vox AC 15 con un Tubescreamer o addirittura con un Fuzzface. Dei tre è il suono che trovo più complicato da riprodurre, il mio consiglio è quello di essere un pò grezzi e molto arroganti nel suonare le parti di Lennon. La grinta fa sicuramente parte del suo suono.

The ending of The End
Dopo la jam centrale subentra il piano e delle frasettine di chitarra armonizzate per seste. Prestate particolare attenzione al breve solo finale, la melodicità di Harrison si infittisce ed il timing non è da meno. Una particolare attenzione ai bending e alla rilassatezza con cui vengono suonate queste frasi, questo è un tratto distintivo nella chitarra solista di George. Nessun assolo tirato o aggressivo ma anzi, una ricerca melodica e ritmica raffinata, suonata sempre con estrema eleganza. Un altro esempio possiamo trovarlo in Something.
Consigli finali
Qui sotto potete trovare la trascrizione completa di tabulatura e la mia backing track. Vi consiglio di studiare la jam e i soli dividendola in pezzi, una frase alla volta, studiandola con accuratezza e precisioni. Fatto questo mettete tutto insieme e divertitevi. Una particolare attenzione ai suoni, senza il suono e l’intenzione giusta per ogni frase non otterrete il miglior risultato. Nello studio chitarristico è molto importante anche il saper dire tanto con poche note, permette di concentrarci di più sull’espressività. Se vuoi studiare un altro brano dei Beatles ecco a te I Am The Walrus.
Studiate e siate curiosi.
