Le triadi sono un pilastro fondamentale della musica, sia dal punto di vista teorico che pratico. Forse per molti di noi sarà già un argomento noto, ma sappiamo metterle in pratica sullo strumento? In questo articolo cercheremo di applicare le triadi in un accompagnamento in stile R&B contemporaneo.
Prima di tutto, se non avete mai affrontato lo studio delle triadi o se pensate che un ripasso possa rinfrescarvi la memoria, vi suggerisco di leggere questo articolo. Per affrontare l’argomento di oggi è fondamentale avere assimilato cosa sia una triade, quali siano i rivolti e saper visualizzare il tutto sulla tastiera della chitarra.
Alla base di ciò che faremo insieme oggi, c’è l’idea di sfruttare le triadi della tonalità di riferimento per creare movimento nel nostro accompagnamento. Partiremo utilizzando delle coppie di triadi, per poi progredire verso situazioni leggermente più complesse.
Cominciamo!
Armonizzare porzioni di scala con una coppia di triadi
Il primo esercizio che vi propongo consiste nell’armonizzare una porzione di scala – in questo caso DO maggiore – utilizzando una coppia di triadi.
Ho inserito tre possibilità con differenti triadi: maggiore di DO e minore di RE; minore di LA e maggiore di SOL; infine due maggiori, FA e SOL.
Ogni variante ha la sua sonorità, e, a seconda del contesto, alcune opzioni saranno meglio di altre. Tenete conto che è meglio utilizzare triadi vicine, perché possono “coprire” più note che vogliamo armonizzare. Mi spiego meglio: se usassimo ad esempio la triade maggiore di SOL e quella minore di MI saremmo in grado di armonizzare soltanto le note SOL-SI-RE-MI. Se invece al posto della triade minore di MI usassimo quella di LA potremmo armonizzare le note SOL-LA-SI-DO-RE-MI (6 su 7 della scala di DO maggiore).

Armonizzare la scala completa
Nell’esempio precedente, utilizzando soltanto due triadi, non riuscivamo mai a coprire le sette note della scala maggiore. Possiamo arginare questa problematica inserendo una triade extra, che ovviamente deve contenere la nota esclusa. In questo caso armonizziamo la scala di DO maggiore, usando la triade maggiore di SOL sulla nota SI.
A questo punto qualcuno potrebbe obiettare dicendo: ma non possiamo direttamente fare l’armonizzazione canonica della scala maggiore? La risposta è certamente sì, ma utilizzando un numero ristretto di triadi la sonorità è diversa e, almeno al mio orecchio, meno scontata.

Aggiungere una nota al basso
Adesso che abbiamo preso un po' di confidenza, proviamo ad aggiungere una nota al basso, andando di fatto a suonare delle quadriadi.
Prendiamo in esempio la triade minore di LA, composta dalle note LA, DO, MI. Se aggiungiamo un FA al basso, otteniamo FA, LA, DO, MI, che altro non è che un Fmaj7. Ne deduciamo che se vogliamo suonare su questo accordo, possiamo utilizzare la triade minore di LA e i suoi rivolti.
Lo stesso procedimento lo applichiamo alla triade maggiore di SOL, composta dalle note SOL, SI, RE. Se aggiungiamo un MI al basso, otteniamo MI, SOL, SI, RE, che altro non è che un Em7. Perciò sull’accordo di Em7 possiamo usare la triade maggiore di SOL e i relativi rivolti.
Nello spartito qui sotto ho inserito delle note tra parentesi: sono note che noi chitarristi suoniamo per esigenze dello strumento (già presenti a ottava differente nell’accordo), ma che per esprimere il concetto di cui stiamo parlando non sarebbero necessarie.

Suoniamo su un accordo maggiore settima
In questo paragrafo proviamo ad applicare i concetti espressi in precedenza, accompagnando 4 battute di Fmaj7. Nello spartito ho segnato le triadi utilizzate: triade minore di LA per rimanere legati all’accordo originale, e triade maggiore di SOL per creare movimento.
Ho messo la nota FA tra parentesi soltanto per separarla dalle sigle inserite sopra.

Suoniamo su un accordo minore settima
Adesso dobbiamo applicare lo stesso concetto, ma l’accordo è un Em7. Nell’immagine sottostante, invece dell’accordo originale, anche stavolta ho siglato le triadi utilizzate: maggiore di SOL – più legata all’accordo – e maggiore di RE per abbellire l’accompagnamento.
Anche qui ho messo la nota MI tra parentesi per lo stesso motivo dell’esercizio precedente.

Accompagnamo una progressione sfruttando le triadi
Siamo finalmente giunti all’esercizio finale, nel quale accompagneremo una progressione di accordi in tonalità di DO maggiore.
Stavolta utilizzeremo più triadi e non soltanto una coppia: andiamo a vedere nel dettaglio.
Nella prima battuta l’accordo è un Fmaj7, sul quale suoniamo la triade minore di LA e quella maggiore di SOL.
Questa coppia viene mantenuta anche per la seconda battuta, dove troviamo un Em7. Notiamo però che, a cavallo fra seconda e terza battuta, avviene un passaggio cromatico: sul quarto movimento suoniamo le triadi maggiori di SOL, poi SOLb, e infine FA, che cade sull’accordo di Dm7.
Nella terza battuta usiamo la triade minore di RE e quella maggiore di DO per armonizzare la melodia discendente FA-MI-RE-DO, concludendo sull’accordo di DO maggiore.
Nell’ultima battuta usiamo invece la triade minore di MI e quella maggiore di FA per armonizzare le note MI-FA-SOL e tornare al punto di partenza.

Conclusioni
Vi consiglio di procedere per gradi, in primis studiando in modo molto approfondito le triadi e i vari rivolti, che rappresentano le fondamenta dell’argomento trattato oggi. Dopodiché provate ad armonizzare qualche breve melodia, anche tre o quattro note, in modo da acquisire maggiore confidenza. Infine provate ad accompagnare qualche brano o qualche progressione di accordi, come abbiamo fatto noi durante questo articolo.
Se l’R&B contemporaneo è un genere che vi appassiona, provate a dare un'occhiata qui.
Ben presto farete concorrenza ad Isaiah Sharkey!
Buono studio, alla prossima!
