Scritto da: Sergio Casabianca - Categorie: improvvisazione

Scala minore melodica: esempi di diteggiature compatte

Un paio di diteggiature compatte e pratiche per suonare la scala minore melodica o suoi frammenti durante l’improvvisazione.

La scala minore melodica rappresenta senza dubbio uno degli elementi più importanti nel bagaglio armonico e teorico dell’improvvisatore moderno. Tuttavia molto spesso questa scala viene usata con poca considerazione per le sue note, specialmente da noi chitarristi. Nella maggior parte dei casi gli errori sono principalmente 2:
in un primo caso volere abusare della scala in relazione a determinate necessità armoniche, come nel caso della superlocria; inoltre, direttamente collegato a questo atteggiamento, spesso si verifica un’esasperazione nell’uso dell'intera la scala, nella velocità e densità delle sue note.
La scala minore melodica è una sorta di formula magica, e va usata con criterio e rispetto.
In questo articolo affrontiamo alcune possibilità di visualizzazione delle diteggiature strette, senza allargamenti, e quasi sempre soltanto dentro l’ottava. Sembra banale forse, ma invece è molto utile.


Scala minore melodica: i principali utilizzi - Superlocrio

A cosa serve però questa bellissima scala dal sound ipnotico, sinistro, ma molto moderno?
So che già molti di voi lettori conoscono la, o le, risposte, tuttavia è opportuno prenderci qualche rigo per ripassare 2 concetti.
Nella maggiore parte dei casi la scala minore melodica viene chiamata in causa per sviluppare il sound del modo superlocrio, ovvero la scala jazz alterata per eccellenza. Si tratta di un modo costruito sul VII grado della minore melodica che, associato all’accordo di dominante adeguato, contiene tutte le alterazioni possibili. Il modo superlocrio, o scala superlocria, essendo costruito dunque sul VII grado della minore melodica deve essere sempre associato ad accordo di dominante costruito un semitono più in basso: Ab minore melodica sarà utile per G7 alt, Db minore melodica per C7 alt, e via dicendo. Qui un articolo in merito all'utilizzo di questo modo per improvvisare.
Direttamente connesso a questo concetto troviamo l’utilizzo della Lydian Dominant. 


Scala minore melodica: i principali utilizzi - Lydian Dominant

La scala Lydian Dominant, o Lidio Dominante per i meno esterofili, è una sorta di scala complementare della superlocria. In realtà, come spesso avviene, ciò che comanda è l’armonia espressa in quel momento dal brano. Di conseguenza, come abbiamo già detto, l’utilizzo della scala minore melodica ricalcherà il sound dell’accordo. La sonorità, in questo caso, è quella tipica della sostituzione di tritono, dunque un V7(#11).
Il Lydian Dominant è costruito sul IV grado della scala minore melodica, dunque il calcolo sarà ancora più semplice: Db7(#11) è il IV grado di Ab minore melodica, Gb7(#11) è il IV di Db minore melodica, ecc. 
E’ sempre bene ricordare il vero accordo di dominante alterato: G7alt per Db7(#11), C7 per Gb7(#11),e via dicendo. Questo ci aiuterà ancora di più nella velocità di calcolo e visualizzazione delle forme.


Ipoionico, usare la scala sul primo grado minore

Altro trucco importante, talvolta non sfruttato con cura, è l’utilizzo della scala minore melodica direttamente sul I grado minore, che può essere espresso sia come min7 che min6. Ovviamente spesso può anche avvenire di sovraimporre il suono della minore melodica ad un accordo min7, ma ci vuole cura e sicurezza. Cura e sicurezza che certamente, tra i vari utilizzatori di questo stratagemma, aveva il grandissimo Wes Montgomery. Talvolta nelle sua improvvisazioni decisamente musicali e lineari, Wes aveva l’abilità di arricchire l’armonia di un I grado minore con note molto colorate come la 7a e la 6a maggiore. Usava dunque in modo diretto la scala minore melodica sul centro tonale minore. Solitamente possiamo trovare vari esempi di questa natura anche in diverse conclusioni di famosi brani.


Vedere la scala

Dunque, fatte queste premesse di natura armonica e teorica, bisogna capire come vedere la scala minore melodica.
Data la sua potenza armonica ed il suo utilizzo è sempre bene essere abbastanza scaltri nell’adocchiare la diteggiatura o le note più vicine da sfruttare.
Troppo spesso si rischia di essere annichiliti da grandi disegni geometrici che, se non utilizzati con esperienza e criterio, hanno il difetto di allontanarci dal senso melodico della frase che vorremmo idealmente suonare.
Ecco perchè suggerisco, oltre alla memorizzazione di forme estese, anche lo studio di singole ottave.
In questo modo può essere più efficace l’uso e la combinazione melodica delle note e la correlazione con forme di accordi a cui associare la scala per gli usi già descritti.
Di seguito troverete alcune diteggiature strette che reputo decisamente necessarie. Gli esempi saranno in Ab minore melodica, utili per G7 alterato.


Non escludiamo la tonica sulla 3a corda

In questa prima forma che vi mostro, con esempio come detto in Ab minore, ho scelto la prima opzione a disposizione sul manico.
Molto spesso noi chitarristi sottovalutiamo la visualizzazione delle toniche sulle corde più acute, preferendo sempre la memorizzazione di quelle su 6a, 5a e forse 4a corda. Ovviamente questo è decisamente riduttivo, sia per fini pratici e melodici che, talvolta, psicologici. Ad esempio in quel modo potremmo essere spesso abituati a cominciare le frasi solo sulle corde più basse.
In questa diteggiatura è bene partire con il dito indice.

scala minore melodica stretta su 3a corda

Per lo stesso tipo diteggiatura è molto utile tenere in considerazione una forma quasi uguale che parte dalla 4a corda.

esempio di scala minore melodica di una sola ottava

Diteggiatura stretta diagonale e sviluppi

Spostandoci in avanti sul manico ci troviamo in una zona molto proficua in cui varie possibilità prendono forma e possono essere mischiate.
In questo caso la diteggiatura comincia dal dito mignolo e si sviluppa diagonalmente.
Senza dubbio in tante occasioni, tra improvvisazioni o trascrizioni, molti di noi si sono imbattuti in questo frammento di forma stretta. Nella zona centrale, inoltre, si intravede la forma della triade minore di Ab, attorno alla quale ruota tutto. E’ poi sempre nostro libero arbitrio andare a focalizzare anche la 7a maggiore, per completare l’arpeggio, o la 6a maggiore. 

Melodic minor - diteggiatura centrale

Questo è un trucco che utilizzo spesso, come testimoniamo i prossimi due esempi.
In queste due forme infatti, una aderente alla zona in cui ci troviamo al 4° tasto e l’altra un ottava più acuta, ho voluto segnalare un fatto particolare.

triade minore + 6a e 7a
triade minore con l'aggiunta di 6a e 7a maggiori, set acuto

Per visualizzare velocemente la scala minore melodica, o il fulcro della sua sonorità con 7a e 6a maggiore, mi concentro principalmente sulla triade. In un secondo momento posso decidere di estendere la visualizzazione all’arpeggio a 4 voci, con 7a o 6a, o alle estensioni che completano la scala.


Usare le note, non la scala

A questo punto è bene ricordare un concetto fondamentale per avere la giusta libertà e la giusta dose di sano appagamento mentre si studia, si suona e ci si esibisce.
E’ bene usare le note, non la scala. Stampiamoci in testa questo concetto: ogni scala è un contenitore di note!
In special modo nel caso della scala minore melodica, utile per diverse questioni, l’uso delle note prese da questo contenitore metaforico è ancora più importante. Ecco per quale motivo, sia nella presa in esame di forme strette e di una sola ottava, sia nel caso di queste forme ibride tra triade ed arpeggio, è bene puntare l’attenzione sulle note.
Come detto in precedenza, usare tutta la scala completa non è sempre azzeccato e tantomeno doveroso. Avere la possibilità mentale di modificare la griglia di note a nostra disposizione, pur restando all’interno della scala scelta, è un grandissimo vantaggio.


Un'altra diteggiatura per la scala minore melodica

Una delle diteggiatura di certo più utilizzate da noi chitarristi per quanto concerne la scala minore melodica è quella che contiene questo frammento.
Continuando a fare gli esempi in Ab minore melodica, ci troviamo dunque al tasto 11. Questa forma può seguire la stessa logica adottata in precedenza, poichè in senso diagonale si può chiaramente rintracciare anche la sola la triade minore. Inoltre, il modo in cui è distribuita la diteggiatura, è incredibilmente utile anche in termini fraseggio, in special modo per la tecnica del legato.
In una celebre versione di Blue Bossa di Dexter Gordon, si trova una frase sul modo superlocrio che risulta particolarmente comoda con questa diteggiatura.

scala minore melodica che parte dalla 5a corda
scala minore mleodica

Unire i puntini

Come abbiamo ribadito già più volte, la nostra capacità di astrazione e dunque di combinazione del materiale è importantissimo.
In questo caso, ad esempio, possiamo vedere come la diteggiatura appena mostrata può essere estesa ulteriormente. Arrivando sulla 1a corda riusciamo a raggiungere agevolmente, senza cambiare tasti, la 5a giusta della minore melodica in oggetto.
Come avviene spesso per tutte le forme riconducibile al sistema CAGED, ognuno di questi grandi o piccoli frammenti di scala minore melodica può essere collegato ad altro. Le motivazioni possono essere varie: note necessarie per allungare la frase, punti di richiamo sul manico per visualizzare forme ed accordi, questioni tecniche e timbriche. Sta sempre a noi decidere cosa e come suonare, senza farci condizionare e comandare da una ristretta o povera visualizzazione geometrica.

fine
Sergio Casabianca - 

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