Scritto da: Mauro Sarti - Categorie: accompagnamento / blues

Accompagnare il funk blues utilizzando i voicing drop 2

Essere in grado di suonare un ottimo accompagnamento è sicuramente un aspetto molto importante per ogni chitarrista. Vediamo insieme come accompagnare il funk blues utilizzando i voicing drop 2.


Chi suona la chitarra si concentra spesso solo sulla parte solistica del proprio strumento, andando a trascurare in realtà l’aspetto più importante: l’accompagnamento. Nella maggior parte delle situazioni musicali, un chitarrista è tenuto infatti a eseguire prevalentemente parti ritmiche, e non sempre ha l’occasione di cimentarsi in un assolo.

Oggi lavoreremo sul classico giro funk blues: essendo costituito solamente da tre accordi, rischiamo di rimanere intrappolati in posizioni ripetitive e scontate. In questo articolo vedremo insieme come accompagnare il funk blues utilizzando i voicing drop 2, un’ottima alternativa da inserire nel nostro arsenale.


Il blues in 12 misure

Per prima cosa, è fondamentale conoscere la struttura di un giro blues in 12 misure, quello più tradizionale. Esistono due tipologie di blues: maggiore e minore, ma noi parleremo della prima variante. Gli accordi utilizzati sono soltanto tre, costruiti sul primo, quarto e quinto grado della tonalità di partenza. Una delle caratteristiche principali è che questi accordi sono tutti accordi di dominante, andando in un certo senso a contraddire ciò che l’armonizzazione della scala maggiore ci suggerisce.
Ecco qui di seguito la struttura base di un blues in tonalità di LA maggiore: esistono diverse variazioni ma noi utilizzeremo quella più tradizionale.

Giro Blues in 12 misure

Trovare il proprio spazio

A seconda della formazione con la quale stiamo suonando, il nostro accompagnamento può subire delle variazioni. In una situazione standard, dove è presente anche un bassista, è inutile andare a suonare sulle corde basse: rischiamo soltanto di creare un confuso impasto sonoro. Personalmente, in un contesto funk blues mi piace suonare a partire dalla quarta corda, perché il registro è abbastanza acuto da non dare fastidio a nessuno. Per questo motivo tutti gli esempi che andremo a vedere saranno suonati sulle prime quattro corde, ciò non toglie che possiate anche suonare voicing che comprendano la quinta corda, non infrangerete nessuna legge.
Prima di iniziare, sappiate che in fondo a questo articolo troverete la backing track sul quale esercitarvi.


A7 drop 2 in terzo rivolto

Per mostrarvi le diverse possibilità che possiamo ricavare attraverso l’utilizzo dei drop 2, le suddividerò per posizioni – o meglio, per rivolti - sulla tastiera.
Come mai partiamo dal terzo rivolto? La risposta è in realtà molto semplice: in questo set di corde, è sicuramente il più facile da individuare! Prendiamo infatti come punto di riferimento il quinto tasto, dove sia sulla sesta che sulla prima corda abbiamo la nota LA, tonalità del nostro giro funk blues.

L’obiettivo di questo esercizio è quello di rimanere più fermi possibile, evitando salti sulla tastiera e cercando di sfruttare note in comune e note vicine passando da un accordo all’altro. Ho volutamente evitato di inserire una particolare ritmica, in modo da avere il tempo di interiorizzare le diverse posizioni.

A7 drop 2 in terzo rivolto

A7 Drop 2 in stato fondamentale

Scorriamo avanti sulla tastiera, avendo come punto di riferimento il LA sulla quarta corda al settimo tasto. Cambiano i rivolti dei nostri accordi in drop 2, ma cerchiamo sempre di rimanere il più fermi possibile con la mano sinistra.
In questo esempio di accompagnamento iniziamo ad aggiungere un pizzico di pepe alla nostra ritmica, suonando sul 2 e sul 4 di ogni misura. Attenti però ad un dettaglio importante: gli accordi sono da suonare con lo staccato, simulando il colpo secco del rullante della batteria.

A7 in stato fondamentale

A7 drop 2 in primo rivolto

Partiamo adesso dal rivolto di A7 con la terza al basso - cioè DO# - dove il LA di riferimento è al decimo tasto della seconda corda. Aggiungiamo una piccola variazione sulla ritmica, ma niente che possa impensierirci più di tanto .
Vi faccio inoltre notare che l’accento sul quarto movimento è da suonare sempre con lo staccato, come nell’accompagnamento precedente. Fate attenzione: le note sul pentagramma sono da suonare un’ottava sopra rispetto a come sono scritte, altrimenti sarebbero stati necessari un bel po’ di tagli addizionali.

A7 in primo rivolto

A7 drop 2 in secondo rivolto

Proseguiamo con il prossimo rivolto, dove troviamo la quinta al basso, ovvero la nota MI, mentre il LA è al quattordicesimo tasto della terza corda. All’ultima battuta del giro, non ho utilizzato lo stesso rivolto delle due battute precedenti, ma ho cercato di dare un senso di movimento ascendente alle due voci più acute: la seconda voce suona SI-DO-DO#-RE, mentre la prima suona MI-FA#-SOL-SOL#. È importante cercare di scegliere le posizioni degli accordi con un’intenzione ben precisa: sfruttare questi piccoli movimenti può essere una buona strategia!
La situazione ritmica adesso si fa più interessante, dovendo alternare note più lunghe a note più brevi e ghost notes. La suddivisione rimane sempre la stessa per tutta la durata del giro, ma ricordatevi che il focus di questo articolo è la scelta delle forme di accordo, perciò non ho voluto rendere la ritmica troppo intricata.

A7 in secondo rivolto

Uno spunto per le vostre idee

Nell’ultimo esempio che vado a proporvi, l’obiettivo è quello di muoversi con fluidità fra i vari rivolti degli accordi in drop 2, ma ricordate di non saltare su e giù per la tastiera senza un intento ben preciso. Come potete vedere nel PDF da scaricare, sullo stesso accordo ho utilizzato diverse posizioni, evitando di rimanere fermo e intrappolato in soltanto una sonorità. Il passaggio fondamentale è però sempre quello di riuscire a cambiare accordo rimanendo più fermi possibile.
In questo ultimo esempio la ritmica presenta un po’ di variazioni e abbellimenti – come lo slide ad inizio battuta - in modo da rendere l’esercizio più musicale.
Anche se non eseguite l’esercizio identico nota per nota andrà bene lo stesso, piuttosto cercate di comprenderne il meccanismo e di applicarlo secondo il vostro gusto personale.

PDF


Conclusioni e suggerimenti

Essere in grado di eseguire una parte ritmica interessante e funzionale per accompagnare il funk blues può essere difficile tanto quanto fare un ottimo assolo. Ovviamente non basterà questo articolo sugli accordi in drop 2 a rendervi i migliori accompagnatori di funk blues del mondo, ma sono sicuro che potrà essere uno spunto molto importante per arricchire il vostro bagaglio di idee.
Qui sotto vi lascio la backing track sul quale esercitarvi!

Vi suggerisco di provare queste forme di accordi anche su giri blues in altre tonalità, in modo da interiorizzarle a pieno ed essere pronti a utilizzarle in qualsiasi momento.
Come ultima cosa, vi invito ad ascoltare grandi artisti blues del passato come Albert Collins o Albert King, e anche musicisti più recenti quali Ana Popovic o Bernard Allison.
Inoltre, se siete amanti del rock-blues, date un’occhiata a questo articolo molto interessante, dove vengono trattati alcuni fra i dischi più importanti del genere.

Buono studio, ci vediamo al prossimo articolo!

fine
Mauro Sarti - 

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