Scritto da: Sergio Casabianca - Categorie: armonia applicata

Gli shell voicings e loro forme sulla chitarra

Visualizzazione, spiegazione ed utilizzo degli shell voicings. Accordi semplici ma molto efficaci sulla chitarra


Che cosa sono gli shell voicing?

Gli shell voicings sono accordi sole 3 note frutto della riduzione delle normali quadriadi. L’esigenza di questa riduzione nasce molto probabilmente dalla volontà di limitare e pulire il numero di note da suonare. Molto spesso un’armonia troppo ricca può causare incidenti di percorso tra più strumenti o tra chi accompagna e chi è accompagnato.
Ovviamente però, l’accordo in forma ridotta deve contenere le necessarie informazioni armoniche per essere comprensibile, funzionale ed efficace.
Un grande utilizzatore di shell voicings, per i motivi che abbiamo visto in precedenza, fu il chitarrista jazz Freddie Green.
Green è famoso per essere stato il grande metronomo dell’orchestra di Count Basie.
Suonando principalmente sempre in quarti, assicurava una solidità maggiore alla sezione ritmica. Tuttavia per non andare a compromettere le orchestrazioni dei fiati ed il comping del piano, Green suonava quasi sempre questi essenziali shell voicings.


Che note evitiamo negli shell voicings?

Come abbiamo detto, sono accordi che scaturiscono dalle quadriadi, ovvero dagli accordi a 4 voci.
Sappiamo che nell’arpeggio delle 4 voci sono contenute le più importanti informazioni inerenti al modo dell’accordo.
L’analisi modale di un’accordo viene inoltre completata ed espressa dalla sua la funzione armonica: ovvero la sua relazione col centro tonale.
La fondamentale è la nota che dà una sorta centro di gravità all’accordo, oltre a contribuire al nome della sigla dello stesso.
I toni guida, ovvero la 3a e la 7a comunicano le informazioni basilari che ci riconducono alla specie dell’accordo.
La 5a invece, nella maggior parte dei casi, ha un ruolo di rafforzamento armonico della fondamentale, proprio dal punto di vista fisico.
Potremmo dunque dire, ma non sempre, che la 5a non conferisce informazioni aggiuntive.
Non sarà sempre così, ma data la maggiore importanza dei toni guida, è proprio questa la nota che negli shell vocings sacrifichiamo.


I principali esempi di shell voicings

Questi accordi sono dunque composti dalla fondamentale dell’accordo e dai suoi toni guida, ovvero la 3a e la 7a.
Ecco alcuni esempi di costruzione di shell voicings a partire dagli originali accordi a 4 voci.

Shell Voicing. Esempio di trasformazione e riduzione di una Cmaj7 a 4 voci - in closed position - in uno shell voicing con lo stesso significato armonico.

Come vediamo dall’esempio qui sopra, il Cmaj7 a 4 voci viene ridotto ad un accordo a 3 voci con la stessa funzione armonica. Si crea una sorta di buco in mezzo all’accordo che si traduce in un intervallo di 5a tra la 3a e la 7a. Questo fa si che l’accordo suoni più scarico ma decisamente ricco di informazioni.
Ci tengo a precisare che l’accordo di partenza è pensato in closed voicing por motivi esemplificativi. Sappiamo che solitamente la chitarra è più adatta ai famosi drop, quadriadi le cui voci si distribuiscono superando l’ottava. Se volete fare chiarezza sui drop 2 e drop 3, leggete questo articolo.
Lo shell invece, è assolutamente adatto alla chitarra.
Con lo stesso criterio, propongo l’esempio di accordi di 7a di dominante e Min7:


Il caso del semidiminuito – Min7b5

Gli Shell sono utili perché sono compatti e riferiscono un gran numero di informazioni: questo avviene grazie alla presenza dei toni guida, cioè 3a e 7a. Come abbiamo detto manca la 5a dell’accordo. E se dovessimo suonare uno shell su un’accordo semidiminuito? Stiamo parlando dell’accordo definito anche min7b5. Come facciamo a dare la giusta informazione sulla specie dell’accordo?
Se applichiamo lo shell non avremmo la 5a e questo potrebbe semplicemente creare un movimento più morbido, ma difettivo, dentro un II V I minore suonato velocemente.
Se invece vogliamo far sentire bene la qualità dell’accordo sul II grado della cadenza in minore, ovvero un accordo semidimunito, quella 5a ci serve tantissimo.
Si tratta di una quinta diminuita infatti, che esprime un sound inequivocabile.


Shell voicing improprio per il semidiminuito

E’ bene allora prendersi la libertà di poter miscelare il materiale in modo pratico ed efficace. Solitamente si può usare un’accordo a 3 voci formato da fondamentale, 5a diminuita e 7a minore. In fondo è una riduzione di una accordo semidiminuito dal quale stiamo omettendo la 3a minore per fini pratici.
Tuttavia, grazie alla presenza di b5 e b7, l’accordo comunica in modo molto efficace la sua natura. Infatti, pur essendo composto da 3 note, esprime quasi totalmente la funzione armonica di una quadriade.
Questo voicing è utile sia per suonare l’accordo semidiminuito suggerito dalla sigla, sia per sostiture ed estendere un accordo di dominante. Ma del secondo caso parleremo un altro articolo.
Questo voicing è chiaramente riconducibile alla forma di A del CAGED.

Shell Voicing improprio ricavato da un semidiminuito - min7b5. Si sacrifica la terza minore in favore del sound diminuito dalla quinta diminuita.

Principali posizioni degli shell voicings

Facciamo luce sulle principali posizioni degli accordi in forma di shell voicing.
Ricaviamo queste forme direttamente dalle forme dei più completi accordi a 4 voci in drop 2 e drop 3.
Lo shell con la fondamentale sulla quinta corda ci dà la comodità di suonare su 3 corde adiacenti: quinta, quarta e terza.
Lo shell costruito sulla sesta corda scaturisce dalla forma in drop 3. La considerazioni di questa distribuzione di note per corda non è da affatto da sottovalutare.
Ecco un paio di diagrammi:
I primi che vi segnalo sono quelli con la fondamentale sulla quinta corda della chitarra

Shell Voicings Maj7, Min7 e 7 con fondamentale sulla quinta corda.

Ed ecco invece le forme degli shell voicings con la fondamentale sulla sesta corda. Queste forme sono ricavate dai voicings a 4 voci in Drop 3.

Shell Voicings con fondamentale sulla sesta corda. Ricavati quasi sempre dai Drop 3

L’importanza dello shell Maj6

Nel caso della forma shell del maj7 non sottovalutiamo l’importante e semplice variante maj6. Questa è importante per 2 motivi: prima di tutto ci dà una possibilità in più in termini di variazione della linea melodica del canto, alternando la 6a maggiore e la 7a maggiore; in secondo luogo, in caso di sostituzioni diatoniche di 3a, ci permette di scegliere se estendere l’accordo fino alla 9a o meno. Parleremo di questo argomento in un altro articolo.

Shell Voicings Maj6. Sound più vecchio stile ma molto dolce ed efficace.

Secondo molte fonti, gli accordo Maj6 – che nella sigla riportano solo il 6 – è il primo esempio jazz di I grado della tonalità.
Le big band dell’era dello swing ne hanno fatto largo uso ed addirittura in molti giri blues questo accordo veniva preferito sia all’usuale I7 che al più moderno Imaj7. Possiamo usare questo voicing anche sul IV grado della scala maggiore, che conosciamo appunto come maj7.
Usando la sesta maggiore si adotta un sound molto più dolce e si smorza l’energia della sensibile, cioè la settima maggiore ed il suo intervallo generato a partire dalla fondamentale.
Potremmo anche considerare che il Imaj6 non è altro che un primo rivolto del min7 costruito sul sesto grado. Lo shell voicing maj6, in sostanza, è semplicemente il primo rivolto di una triade minore.
Notiamo ancora meglio come Imaj e VImin siano imparentati strettamente.
Ecco 2 principali forme shell voicings Maj6:

Due forme principali per l'accordo. Maj6.

Le forme improprie suggerite per l’accordo semidiminuito

Come già espresso in precedenza, per quanto concerne l’accordo semidiminuito è bene prendersi la libertà di rompere gli schemi. Provare per credere!
Oltre alla più comune posizione con fondamentale sulla quinta corda, che consiglio caldamente, vi sono altre possibilità.

Forma di accordo semidiminuito. Si tratta di una forma di shell voicing modificata.

Se usiamo forme con la fondamentale sulla sesta corda possiamo avere due scelte. In realtà anche sulla forma precedente, sulla quinta corda, si potrebbero operare altre modifiche ma la reputo da adottare con più frequenza a dispetto delle altre possibilità.
Ecco le due forme che vi segnalo con fondamentale sulla sesta basso:

Alcune forme di accordo semidiminuito con fondamentale sulla sesta corda.

La prima è la stessa forma che avevamo sulla quinta corda, tuttavia sappiamo bene come potrebbe risultare eccessivamente scura dal punto di vista timbrico.
L’altra soluzione potrebbe essere quella di mantenere l’intervallo di 5a diminuita nella parte bassa dal voicing e mettere la 3a minore al canto, che risulta all’ottava superiore.
Senza dubbio si può sperimentare e scegliere il voicing più congeniale.


Il corridoio sulle corde

La cosa importante da considerare su queste forme accordali è la loro facilità di combinazione. Ci sono due aspetti da valutare: il primo è la possibilità di armonizzare ed accompagnare in senso orizzontale sulla chitarra senza cambiare il set di corde. L’esempio degli shell voicings con la fondamentale sulla quinta corda è emblematico. Si crea una sorta di corridoio nel quale facciamo scorrere gli accordi avanti e indietro durante la progressione.
Ovviamente succede lo stesso pure con gli shell costruiti sulla sesta corda.


Una facile e veloce concatenazione

Per concatenazione voglio indicare invece un processo di memorizzazione e meccanica nell’uso di questo posizioni davvero molto importante.
Vi basterà suonare un paio di II V con la fondamentale degli accordi che si sposta dalla quinta alla sesta corda: cioè facendo compiere al basso un movimento di 5a discendente.
In questo modo vedrete come vi verrà sempre più facile concatenare gli accordi.
Faccio notare che ovviamente esistono dei rivolti di queste forme, tuttavia risultano efficaci per altri scopi: gli intervalli di seconda che si creano e lo spostamento dei bassi ci consegnano sonorità più inclini ad arpeggi dal gusto ambient.


Il vantaggio pratico di conoscere gli shell voicings

Personalmente gli shell voicings mi hanno cambiato la vita.
Accompagnare un brano a prima vista, fare degli esempi durante una lezione, comunicare meglio l’armonia a cantanti o solisti è più veloce e semplice. Anche dal punto di vista compositivo, gli shell sono i migliori accordi per stendere le prime bozze di un brano.
Inoltre, come espresso nel paragrafo precedente sulla concatenazione, diverse posizioni diventano automatiche.
Questi automatismi sono dati anche dal fatto che molte progressioni sono d’uso comune e le troveremo tantissime volte durante la nostra carriera di studenti o professionisti.
Possiamo inoltre concludere che la conoscenza di queste riduzioni all’osso degli accordi, ci permetteranno di avere più controllo in caso di armonizzazioni, sostituzioni diatoniche, visualizzazione ed utilizzo di molto
Praticamente, abbiamo parlato della chimica strutturale dell’armonia applicata sulla chitarra.
Viva gli shell voicings!
Al prossimo articolo!

fine

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