Scritto da: Marco Melillo - Categorie: tecnica

La tecnica del legato e le divisioni ritmiche irregolari

In questo appuntamento affronteremo lo studio del legato attraverso le divisioni ritmiche irregolari. Parleremo quindi di terzine, quintine, sestine e settimine a varie velocità e le applicheremo attraverso svariate meccaniche alla scala pentatonica e alla scala maggiore.


Se vi state chiedendo come portare ad un nuovo livello le vostre capacità con la tecnica del legato, allora è arrivato il momento di studiare un po’ di pattern ritmici irregolari. 

La scorsa volta abbiamo visto che, già con lo studio di alcuni pattern regolari, le nostre scale prendessero un carattere diverso e un utilizzo nuovo. Ancora una volta dobbiamo considerare che il materiale musicale a nostra disposizione non è così tanto in fin dei conti: è come lo mescoliamo che fa la differenza.

Approfondendo lo studio ritmico con le divisioni irregolari vi accorgerete ancora di più del potenziale del ritmo.

In caso voleste fare un veloce ripasso sulla tecnica del legato e le divisioni ritmiche regolari potete dare un’occhiata a questo articolo.

Se volete ascoltare qualche gruppo irregolare gestito in maniera molto articolata sentitevi la parte centrale del solo di For The Love Of God di Steve Vai.


Gruppi irregolari: la terzina e la sestina

Parliamo di gruppi irregolari. Cosa succede nella pratica quando voglio suonare 3 note nello stesso tempo in cui prima ne suonavo 2? Dovrò in qualche modo diminuire la durata delle 2 note per farci entrare la terza, rispettando il principio di proporzionalità. Ecco che, in un movimento che ero abituato a suddividere in 2 parti, suono 3 note. Questo è il primo gruppo irregolare che affrontiamo ed è anche il più diffuso e utilizzato, quindi imparate a gestirlo bene.

Vi ricordo anche che non esistono soltanto terzine di crome: posso infatti trovare terzine di semiminime, semicrome, insomma di qualsiasi figura musicale. 

Sapete la differenza tra queste 2 figure?

Sestina e doppia terzina

Sono sempre 6 note ogni battito ma… una è chiamata sestina, l’altra doppia terzina. Nascono da divisioni diverse come vi mostro nell’immagine sopra. In pratica cambia solo l’accentazione: per questo negli esercizi che seguono mi vedrai usare a volte la doppia terzina, a volte la sestina.

Vediamo un po’ di esercizi.

Movimenti in terzine

Movimenti in terzine

Applicazione alla scala maggiore n°1

Applicazione di terzine alla scala maggiore n°1

Applicazione alla scala maggiore n°2

Applicazione di terzine alla scala maggiore n°2

Applicazione alla scala maggiore n°3

Applicazione alla scala maggiore n°3

Applicazione pentatonica n°1

Applicazione di sestine alla pentatonica n°1

Altri gruppi irregolari

Esistono altri gruppi irregolari, come ad esempio le quintine e le settimine!

Cambia il numero delle note ma il concetto rimane sempre lo stesso. 

Una quintina di semicrome mi sta fornendo un’informazione ben precisa: devo suonare 5 note nel tempo in cui ne avrei normalmente suonate 4. 

Lo stesso nella settimina di semicrome: suoniamo 7 note al posto di 4.

Possiamo utilizzare la tecnica del legato per fare un pò di pratica, sono più facili da suonare che da spiegare! Cercate di familiarizzare col pattern, di capirlo dal punto di vista sonoro; suonarlo diventerà un gioco da ragazzi!

Movimento in quintine

Movimento in quintine

Applicazione alla scala maggiore n°1

Applicazione di quintine alla scala maggiore n°1

Applicazione alla scala maggiore n°2

Applicazione di quintine alla scala maggiore n°2

Con il salto di corda

Quintine con il salto di corda

Movimenti in settimine

Movimenti in settimine

Applicazione alla scala maggiore n°1

Applicazione di settimine alla scala maggiore n°1

Applicazione alla scala maggiore n°2

Applicazione di settimine alla scala maggiore n°2

Conclusioni

Dopo che saprete gestire la tecnica del legato e i pattern ritmici irregolari, potete iniziare a mescolarli con gli esercizi che utilizzano le divisioni ritmiche regolari. Questo vi permetterà di avere a disposizione un’ arma molto potente e riuscire sicuramente a sorprendere chi vi sta ascoltando.

Come dicevo all’inizio, il ritmo è forse l’elemento più importante da prendere in considerazione, ma anche uno dei più difficili. Tuttavia l’errore della maggior parte dei chitarristi principianti (ma non solo!) è quello di imparare nuovo materiale, che siano scale, accordi, arpeggi, intervalli, e suonarlo senza attenzione al ritmo utilizzato. In questo modo si finisce per conoscere tanto vocabolario ma non saperlo utilizzare in modo efficace. E’ un po’ come conoscere tutte le parole del dizionario della lingua italiana, compresi i termini più sofisticati, ma non riuscire a comporre dei versi poetici interessanti.

E’ meglio iniziare con pochissimo materiale ma spendere del tempo a capire come questo cambia in funzione del ritmo e quindi degli accenti utilizzati. Mi raccomando ascoltate tanti chitarristi diversi e tenete a mente queste parole, non ve ne pentirete!

Buono studio!

fine

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