Scritto da: Marco Melillo - Categorie: tecnica

La tecnica del legato e le divisioni ritmiche regolari

La comprensione delle divisioni ritmiche è un passaggio molto importante durante lo studio di qualsiasi strumento. In questo primo appuntamento vedremo come applicare la tecnica del legato sulla chitarra in maniera semplice e pratica tramite lo studio di alcuni pattern ritmici regolari.


Comprendere a fondo le divisioni ritmiche, saperle gestire a varie velocità e su vari tempi e, infine, riuscire ad applicarle durante le proprie improvvisazioni vi permetterà di sfruttare il vostro vocabolario chitarristico in maniera profonda. In questo articolo vedremo alcuni esercizi per studiare le divisioni ritmiche regolari, ovvero ottavi e sedicesimi, tramite la tecnica del legato.

Come dico sempre a lezione… le note utilizzabili sempre 12, al massimo,  e nella maggior parte delle situazioni non si possono utilizzare neanche tutte!

Quindi cosa rende il fraseggio di David Gilmour diverso da quello di Angus Young? Sono sicuramente tantissimi gli aspetti da prendere in considerazione, dal tocco, al suono, all’approccio melodico ecc.


L’aspetto piu’ importante: il ritmo 

Il ritmo, che sia quello di un riff, di un accompagnamento o di una melodia è l’ingrediente chiave: ci permette di mescolare i nostri 12 colori (le note della scala cromatica) in maniera unica e personale. E’ un concetto molto ampio, che offre possibilità pressochè infinite. 

Oggi però non parliamo di ritmo in senso lato, ci vorrebbero giorni o forse di più, ma ci soffermeremo sulle divisioni ritmiche principali: gli ottavi, la terzina, i sedicesimi, la quintina, la sestina e la settimina. Se avete bisogno di una introduzione ai concetti ritmici di base provate a dare un’occhiata qui.

Le studieremo attraverso la tecnica del legato che ci aiuterà a capirle e ad applicarle alle scale che già conosciamo, così da unire utile e dilettevole.

Credo sia di essenziale importanza, durante lo studio, riuscire a fare collegamenti interdisciplinari, perchè alla fine lo spirito di tutto quello che facciamo deve essere uno soltanto: fare musica!


Cosa dovete conoscere prima di affrontare gli esercizi

Per studiare il materiale che andremo a vedere di seguito dovrete conoscere la tecnica del legato.

Se non ne avete mai sentito parlare vi consiglio di farti un giro sul web per approfondire l’argomento.

Un chitarrista che ha fatto del legato gran parte della sua carriera è senz’altro Joe Satriani.

Ascoltatevi l’assolo di If I Could Fly o la classica Always With Me, Always With You e capirete a chi livello può essere portata questa tecnica.

Esistono una serie di esercizi preparatori che vi permettono di familiarizzare con il movimento corretto e far fare alle dita un po’ di esercizio.

Mi raccomando, in questa fase cercate di far lavorare tutte e quattro le dita della mano sinistra in maniera indipendente utilizzando la minor quantità possibile di forza: più la vostra mano sinistra suonerà leggera, più agilmente riuscirete a svolgere i movimenti!

Ve ne lascio comunque qualcuno qui di seguito.

Movimenti base

Movimenti base

Le divisioni ritmiche

Vediamo insieme che cos’è la divisione ritmica. Sappiamo che ogni tempo ha una propria suddivisione: nei tempi semplici (ad esempio 2/2 ,3/4, 4/4,  3/8, ecc) ogni battito può essere divisa in 2 parti; nei tempi composti (ad esempio 6/2, 9/4, 12/8 ecc) invece in 3 parti.

Questo sarà utile tenerlo a mente già da adesso per comprendere meglio i pattern ritmici e il loro utilizzo su tempi diversi. 

A proposito… avete ben chiara la differenza tra tempi semplici e tempi composti?

Ecco il video dove te li spiego e ti mostro come solfeggiarli.

Per il momento applicheremo tutto il materiale al tempo 4/4 per comprendere i concetti  più facilmente.


Gruppi regolari e gruppi irregolari

Parliamo di gruppi regolari quando osserviamo un raggrupamento di note che rispetta la suddivisione del tempo che abbiamo sul pentagramma. In questo caso non abbiamo bisogno di alcuna indicazione aggiuntiva. 

In un tempo binario, dove ogni movimento ha due suddivisioni, saranno regolari raggruppamenti di due, quattro, otto note, mentre saranno considerati irregolari gruppi di terzine e sestine, quintine e settimine.

Ricordo che i gruppi irregolari devono essere indicati con un numero posto sopra o sotto il gruppo di note.

Il discorso cambia quando siamo in tempo composto. Infatti qui sarà la terzina – e i suoi multipli – ad essere considerata gruppo regolare; la duina sarà perciò segnata come gruppo irregolare. In questo articolo viene spiegato molto bene come funziona la duina, la quartina oltre ai gruppi di cinque e sette note.


Gruppi regolari in tempo semplice

Gruppi regolari in tempo semplice

Gruppi irregolari in tempo semplice

Gruppi irregolari in tempo semplice

Gruppi regolari in tempo composto

Gruppi regolari in tempo composto

Gruppi irregolari in tempo composto

Gruppi irregolari in tempo composto

Esercizi in 4/4: gruppi regolari

Ecco di seguito un primo esercizio per sviluppare la tecnica del legato con le crome: procediamo quindi con due note per battito.

Come potete vedere la diteggiatura sarà diversa in base all’intervallo preso in considerazione.

Movimenti su corde vicine e salto di corda

Movimenti su corde vicine e salto di corda

Applicazione pentatonica n°1

Applicazione pentatonica n°1

Applicazione pentatonica n°2

Applicazione pentatonica n°2

Applicazione pentatonica n°3

Applicazione pentatonica n°3

Applicazione alla scala maggiore n°1 (2 note per corda)

Applicazione alla scala maggiore n°1 (2 note per corda)

Applicazione alla scala maggiore n°2

Applicazione alla scala maggiore n°2

Applicazione alla scala maggiore n°3

Applicazione alla scala maggiore n°3

Nel video potete osservare come eseguo con la tecnica del legato ognuno degli esercizi visti sopra.


Conclusioni

Appena sarete in grado di gestire i pattern ritmici regolari, applicate tutto il materiale alle vostre improvvisazioni o composizioni. Non tralasciate lo studio sul metronomo perchè durante il prossimo appuntamento, che uscirà a breve, affronteremo i gruppi irregolari e la faccenda si farà leggermente più complicata. Ma non scorraggiatevi, sono più difficili da spiegare che da suonare! Durante la prima fase di studio della tecnica del legato non mirate alla velocità, piuttosto analizzate la vostra postura, l’inclinazione del plettro e la forza che applicate alla pennata e sulla tastiera. Suonare con entrambi gli arti rilassati ci permetterà di sincronizzare al meglio ogni movimento, suonare in agilità e in seguito spingere sull’acceleratore!

Buono studio!

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