Scritto da: Alessio Lottero - Categorie: tutto il resto

Aqualung, il classico dei Jethro Tull compie 50 anni

La storica band inglese festeggia il cinquantenario di Aqualung, la pietra miliare della sua discografia, considerato un capolavoro del rock britannico degli anni 70.


Ian Anderson

Parliamo di quello che è considerato dagli appassionati l’album simbolo della band, artefice del grande successo internazionale e indiscusso classico del rock: Aqualung. Terzo lavoro della band, l’LP esce il 19 Marzo del 1971 e festeggia i 50 anni dalla sua pubblicazione.

Introduzione

La storia della musica made in England ci ha regalato, fin dai primissimi anni 60, personaggi considerati a pieno titolo i precursori del rock moderno.

Possiamo dire che, se la musica statunitense di stampo afroamericano è comunemente considerata la genesi del rock, i musicisti inglesi dei Sixties ne sono gli sviluppatori.

I giovani britannici vengono attratti dal blues e ne approfondiscono la conoscenza, contrapponendolo gradualmente alla consolidata scena jazz dell’epoca e ponendolo come musica mainstream in Inghilterra.

Facile dunque immaginare come, in un panorama culturale fremente come quello della Londra di quegli anni, si sia sviluppata una scena musicale mai vista prima.

E’ in questo melting pot di creatività che si sviluppano alcuni dei più importanti fenomeni musicali di sempre, che lasceranno un segno indelebile nella storia. Le band fondamentali legate allo sviluppo del r&b americano che nascono in questo periodo non si contano e consacrano Londra capitale della nascente scena rock. Alcune band vivono esplosivi ma brevissimi attimi di gloria, perdendosi nella dilagante ebbrezza di quegli anni; altre gettano le basi di splendide e lunghissime carriere.

Tra i nomi leggendari che muovono i primi passi verso la notorietà, c’è una band che vanta una carriera straordinariamente longeva e varia: i Jethro Tull. L’iconica band, che esordisce nel 1968 con l’uscita del suo primo LP (This Was), è tutt’ora in attività e ha recentemente festeggiato il suo Cinquantenario.

La vastissima discografia dei Jethro Tull è caratterizzata dalla vena folk- rock degli esordi, dal progressive dei lavori dell’inizio degli anni settanta e dalle numerose contaminazioni successive.


Gli esordi

I Jethro Tull nascono a Blackpool in Inghilterra nel 1967 dall’idea del polistrumentista Ian Anderson (voce, flauto, chitarra acustica, mandolino, armonica).

La band muove i primi passi nel panorama musicale nazionale, suonando nei più famosi blues club e abbracciando in pieno il mood dell’epoca. Ian Anderson Ha una preparazione musicale classica, ma una forte suggestione per il jazz e il british blues che imperversa a Londra in quel momento.

Dopo un periodo di gavetta e cambi di organico, l’ensemble della band si delinea, creando la prima formazione ufficiale dei Jethro Tull. Insieme al chitarrista blues Mick Abrahams, al bassista Glenn Cornick e al batterista jazz Clive Bunker, Anderson realizza nel 1968, il primo LP, This Was.

Il disco sancisce l’esordio sulle scene e genera da subito un buon seguito di pubblico attirato, oltre che dalla musica proposta, dalle teatrali performances live della band. Nonostante i forti consensi, la band ha la necessità di creare un sound originale, discostandosi dal blues per non essere omologata alla scena revival.

Mick Abrahams non è d’accordo con il cambio di rotta e abbandona in favore di colui che sarà il chitarrista storico dei Jethro Tull: Martin Lancelot Barre. Con l’arrivo di Barre la band guadagna un chitarrista più versatile, non affetto da un eccessivo purismo blues e indubbiamente più adatto al rinnovamento di stile richiesto.

il risultato è Stand Up (1969), disco che segna una linea di confine tra il lavoro precedente e i successivi, considerato ancora oggi un capolavoro del rock inglese. Segue un grande successo commerciale e un’intensa attività live, in cui la band intervalla i numerosi concerti alla stesura della sua terza fatica: Benefit (1970).

Lo stile, più cupo rispetto al precursore negli arrangiamenti, nelle liriche e negli spunti autobiografici di Anderson, lo porta ad essere considerato l’embrione preparatorio di Aqualung.

Proprio Aqualung l’anno seguente consacrerà i Jethro Tull a livello mondiale, dando vita ad una delle più belle avventure della musica rock, che perdura a distanza di 50 anni.

Copertina Aqualung

Recensione del disco

Aqualung si può considerare nelle sonorità un’ evoluzione di Benefit, dove brani elettrici e acustici si alternano in un piacevole equilibrio. Il risultato è un folk- rock, dove strumenti della tradizione – mandolini, sessioni d’archi e l’immancabile flauto traverso – si miscelano con potenti riff di chitarra.

I brani propriamente rock conferiscono all’album una grande energia, spezzata da morbide composizioni di chitarra acustica flatpicking – di cui Anderson è l’esecutore – che sono le vere chicche dell’ album. Si è parlato a lungo del fatto che Aqualung potesse essere considerato un disco progressive per alcune peculiarità che lo collocherebbero nella categoria; soprattutto per le storie raccontate nei testi, a detta di Anderson “vagamente e casualmente correlate”, che conferiscono al disco la dicitura di concept album.

Aqualung è infatti un racconto letterario, ricco di metafore sulla religione organizzata e sull’Inghilterra del tempo vista attraverso gli occhi di un vagabondo: Aqualung il clochard appunto, il protagonista del brano omonimo, main title e pezzo di maggior successo dell’ intero lavoro.

La narrazione all’interno dei testi prosegue includendo personaggi collaterali come nel caso della seconda traccia Cross-Eyed Mary, letteralmente Mary la strabica. Comune denominatore di tutto L’album è questa successione di momenti marcatamente rock e di atmosfere squisitamente folk, che spesso troviamo fusi in uno stesso brano.

Gli arrangiamenti strumentali sono ricchi e raffinati, senza togliere una certa rudezza al cantato di Anderson, e questa è una caratteristica che apprezzeremo nuovamente nella produzione successiva.

L’elemento fondamentale è sempre il flauto traverso, anche se meno preponderante rispetto a Benefit, a cui vengono affidate le melodie principali e alcuni splendidi momenti solisti; proprio questo scambio tra il flauto e la chitarra di Barre definisce il sound dei brani cardine, alcuni dei quali annoverati tra i classici della band: Cross- Eyed Mary, My God, Up To Me, Locomotive Breath, per citarne alcuni.


Aqualung, riff principale

Di seguito trovate la trascrizione e l’audio del riff principale di chitarra del brano, nella diteggiatura di Martin Lancelot Barre.

Riff di Aqualung

Considerazioni finali

Aqualung, il disco più famoso dei Jethro Tull compie 50 anni e, a giudicare dalla considerazione degli appassionati di cui gode ancora oggi, sta invecchiando decisamente bene.

Ad esso si sono poi aggiunti album storici, che hanno accresciuto la fama e la fortuna di Anderson e dei vari membri che si sono susseguiti nel corso degli anni.

Poche band hanno sviluppato la versatilità dei Jethro Tull, attraversando i decenni rinnovandosi e impregnandosi delle contaminazioni tipiche dei diversi momenti storici.

Nel corso della loro carriera hanno trattato svariati generi musicali: blues, folk, progressive rock, classic rock, musica popolare inglese fino alle influenze classiche degli ultimi anni; tutto ciò senza mai rinunciare al proprio marchio di fabbrica e allo stile unico che li ha contraddistinti, vera costante di tutta la vasta produzione della band.

Vale quindi la pena approfondirne la conoscenza, magari rompendo il ghiaccio proprio con il disco di più conclamato rilievo. Aqualung è un passaggio fondamentale per approcciare alla musica inglese dei primi anni Settanta, di cui altri nomi illustri ispirati dai Jethro Tull, firmeranno l’evoluzione.

Nel corso degli ultimi anni Anderson e colleghi hanno fatto più volte il giro del mondo, esibendosi dal vivo e proponendo nuovi lavori in studio. Per la verità, la produzione posata degli ultimi anni lascia presagire un imminente ritiro dalle scene, sebbene i tour live siano stati costanti fino al 2018.

Della vecchia guardia rimane solo Ian Anderson attorniato dai turnisti a proporre con determinazione encomiabile, ma con ben più di qualche acciacco, la storia dei Jethro Tull. A 50 anni dalla sua nascita, Aqualung è ancora in auge al pari di altri grandi dischi storici, manifesto della musica inglese e classico intramontabile.

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