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Scritto da: Luca Gelli - Categorie: armonia applicata / teoria e armonia

L’armonizzazione delle scale minori applicata sulla chitarra

La scala minore armonica e la scala minore melodica completano il quadro iniziale che ci consente di capire l’armonia tonale minore. Ecco perché è utile conoscere gli accordi che derivano da queste due variazioni della scala minore naturale e la loro applicazione sulla chitarra. 


L’armonia tonale minore si basa sugli accordi generati dalle tre scale minori principali: scala minore naturale, minore armonica e minore melodica. Abbiamo già trattato l’armonizzazione della scala minore naturale sulla chitarra, come derivato della scala maggiore, prerequisito per capire a fondo l’argomento che trattiamo in questo articolo.

E’  inoltre importante che vi sia chiara la teoria che sta alla base degli accordi derivanti dalla scala maggiore e dalla scala minore naturale e la loro analisi in gradi.

Come già fatto in altre volte, affronteremo l’argomento con un approccio di tipo orizzontale, sviluppando i vari tipi di voicing lungo il manico.

Vediamo ora l’armonizzazione della scala minore armonica e minore melodica, con l’applicazione a triadi e accordi di settima sulla chitarra.

Gli esempi che utilizzeremo sono nelle tonalità di LA minore.


Triadi derivanti dalla scala minore armonica

Quello che segue è un esempio di armonizzazione a triadi della scala minore armonica sulle quattro corde centrali. Come dico sempre, esistono molte altre possibilità, ma in questo articolo ho volutamente proposto una casistica limitata, al fine di proporvi un percorso sintetico e chiaro. Per tutte le armonizzazioni che suoneremo, inizieremo e finiremo dalla tonica, in modo da sentire anche il senso della tonalità.


NOTA: ogni tanto vedrete sul pentagramma e sul TAB delle note tra parentesi. Indicano note che sono comunque consonanti e suonabili nell’accordo in questione, tenete conto che questo cambia il voicing scelto.


Minore armonica - Triadi

Accordi di settima derivanti dalla scala minore armonica

Se dovete chiarirvi cosa sono le gli accordi chiamati drop, vi riporto di seguito alcuni articoli che possono fornirvi alcune spiegazioni di base su questo tipo di voicing, dato che li utilizzeremo poi nel proseguimento dell’articolo.

Come si costruiscono gli accordi con le drop

Considerazioni generali sull’applicazione pratica e il sound

Una breve serie di accordi di uso comune in drop 2 e drop 3

Useremo gli accordi presi nei voicing in drop 2 e drop 3 in stato fondamentale, cioè con la tonica al basso.

Il primo esempio si basa sul voicing in drop 2, con la tonica sulla quinta corda.

Minore armonica - Drop 2 - Tonica su quinta corda

Il secondo esempio si basa sempre sui voicing in drop 2, questa volta con la tonica sulla quarta corda.

Minore armonica - Drop 2 - Tonica su quarta corda

Il terzo esempio si basa sui voicing in drop 3, con la tonica sulla sesta corda.

Minore armonica - Drop 3 - Tonica su sesta corda

Nell’armonizzazione della scala minore armonica è importante sottolineare la presenza dell’accordo di dominante costruito sul V grado, in questo caso E7. Il V7 viene preso in prestito nelle cadenze minori di tipo V7 | Imin7.


Triadi derivanti dalla scala minore melodica

Torniamo alle armonizzazioni. Prendendo come metodo quello visto fin qui, vediamo gli accordi derivati dalla scala minore melodica. Iniziamo dalle triadi.

Minore melodica - Triadi

Accordi di settima derivanti dalla scala minore melodica

Anche per questa scala vi propongo le tre opzioni già viste precedentemente per la scala minore armonica.

Il primo esempio si basa sul voicing in drop 2, con la tonica sulla quinta corda.

Minore melodica - Drop 2 - Tonica su quinta corda

Il secondo esempio si basa sempre sui voicing in drop 2, questa volta con la tonica sulla quarta corda.

Minore melodica - Drop 2 - Tonica su quarta corda

Il terzo esempio si basa sui voicing in drop 3, con la tonica sulla sesta corda.

Minore armonica - Drop 2 - Tonica su sesta corda

Uno studio completo sulle scale minori

A questo punto dovreste avere tutti i mezzi per studiare le armonizzazioni delle varie scale minori e capire le differenze tra l’una e l’altra. Se volete andare in profondità nell’argomento vi consiglio di applicare tutte le possibilità affrontate in questo articolo e quelle già indicate sulla scala minore naturale, in modo da costruivi una visione chiara degli elementi di partenza. Tutto questo vi tornerà utile tutte le volte che avrete a che fare con progressioni armoniche derivanti dall’armonia minore.

Per non perdervi nello studio delle varie tonalità valutate l’applicazione al circolo delle quinte.

Per rispondere alla domanda “quanto tempo dovrei dedicare a questo studio?”… risposta difficile. Dipende molto dal vostro livello di partenza. Potreste valutare la possibilità di studiare una tonalità a settimana! In 12 settimane, cioè meno di tre mesi, le avreste studiate tutte. 🙂

Quindi… ora sta a voi!

Buone armonizzazioni a tutti!

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