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Scritto da: Luca Gelli - Categorie: armonia applicata / teoria e armonia

Armonizzazione della scala maggiore e minore sulla chitarra

Una breve guida pratica per studiare l’armonizzazione della scala maggiore e minore naturale sulla chitarra, utilizzando triadi e accordi in drop 2 e drop 3.


Studiamo l’armonizzazione della scala maggiore e minore naturale sulla chitarra. Prima di affrontare questa applicazione pratica è importante che  siano ben chiari quali sono gli accordi derivanti dalla scala maggiore e dalla scala minore naturale e la loro analisi in gradi.

Esistono vari metodi per suonare sulla chitarra le varie armonizzazioni. In questo caso affronteremo l’argomento da un punto di vista orizzontale, sviluppando per ogni opzione un solo tipo di voicing lungo il manico.

Una precisazione sulle diteggiature che troverete nelle varie figure: queste sono alcune delle soluzioni che utilizzo abitualmente, questo non vuol dire che non esistano altre possibilità. Se qualcosa vi torna scomodo provate a cercare delle alternative. Esplorate!

Mi permetto anche una raccomandazione, un consiglio di carattere generale riguardo l’esecuzione degli accordi e il sound. Ponetevi l’obiettivo di suonare ogni accordo una volta, e cercate di tenere il suono a lungo. Ascoltatevi! Se volete che il sound dei vostri accordi tenda a migliorare con la pratica, dovete dedicare parte della vostra attenzione a questo aspetto. La filosofia che cerco di passare agli allievi, e a me stesso, per questo tipo di studi è: “un colpo solo, e ascoltiamo come suona…”. Se un accordo è suonato bene dura molto a lungo. Inoltre pensate a questo: se non siete voi i primi a prendervi cura del vostro sound, chi pensate che possa farlo al posto vostro?

Bene, dopo questo piccolo consiglio sulla modalità di esecuzione, iniziamo.


Armonizzazione della scala maggiore a triadi

Iniziamo dalle triadi costruite sulle quattro note centrali. In questo caso le triadi hanno la tonica al basso.

Armonizzazione a triadi figura 1

Altre opzioni utilizzando le triadi

Chiaramente esistono molte possibilità, ve ne propongo un paio, senza avere la pretesa di esplorare approfonditamente l’argomento in questo articolo. Nell’esempio che segue le triadi sono posizionate sulle quattro corde acute ed hanno la terza al basso.

Armonizzazione a triadi figura 2

Adesso vediamo le posizioni già studiate nel primo esempio, questa volta però con la quinta al basso. Questa opzione può tornare utile per creare di punto con il basso che suona un pedale, cioè una nota fissa. Probabilmente noterete che il B°/F non è proprio comodissimo. Gli accordi maggiori e minori presi con questo voicing invece dovrebbero risultare abbastanza agevoli.

Armonizzazione a triadi figura 3

Quella che segue è un’altra opzione, un voicing che esalta la terza al basso nel registro più grave. E’ abbastanza comodo da suonare, almeno nel registro medio. In questo caso vi mostro l’armonizzazione della scala maggiore di MIb, per una questione di comodità per quanto riguarda lo sviluppo dell’intera ottava.

Armonizzazione a triadi figura 4

A questo punto spero che il concetto sia chiaro, sta a voi cercare altre soluzioni se volete approfondire l’argomento dal punto di vista delle triadi. Direi che possiamo passare alle quadriadi. 🙂


Armonizzazione della scala maggiore con accordi di settima

Se dovete chiarirvi cosa sono le drop, vi consiglio questi articoli che possono fornirvi alcune spiegazioni:

Come si costruiscono gli accordi con le drop

Considerazioni generali sull’applicazione pratica e il sound

Una breve serie di accordi di uso comune in drop 2 e drop 3

Fatto? Bene… Allora adesso vediamo tre esempi pratici applicati all’armonizzazione delle scale in questione sulla chitarra. Utilizzeremo gli accordi presi nei voicing in drop 2 e drop 3 in stato fondamentale, cioè con la tonica al basso.

Successivamente, facendo riferimento alle varie pubblicazioni sui voicing con le drop presenti in questo blog, potete provare a esplorare i vari rivolti e i set di corde non presi in considerazione in questo articolo.


Voicing in drop 2 con la tonica sulla quinta corda

Voicing in drop 2 sulle quattro corde centrali

Voicing in drop 2 con la tonica sulla quarta corda

Voicing in drop 2 sulle quattro corde acute

Voicing in drop 3 con la tonica sulla sesta corda

Voicing in drop 3 con la tonica sulla sesta corda

Come applicare il concetto all’armonizzazione della scala minore naturale

Arrivati a questo punto avete già pronte varie soluzioni per armonizzare la scala minore naturale, dato che gli accordi che si creano sono gli stessi che abbiamo per l’armonizzazione della scala maggiore.

Dovete avere ben chiare le differenze che riguardano l’analisi in gradi degli accordi, se avete dei dubbi vi invito nuovamente a ripassare i concetti teorici di base sull’armonizzazione delle scale maggiori e minori.

Ma non è tutto qui… Per capire davvero la sonorità degli accordi derivati della scala minore naturale dovete suonare da capo tutta l’armonizzazione, in questo caso iniziando da Am o Am7, a seconda che stiate utilizzando le triadi o gli accordi di settima. Voglio ripeterlo, per farvi capire quanto ritengo importante questo punto: suonate gli accordi e ascoltateli nuovamente, iniziando e terminando sull’accordo di tonica: Am o Am7.


Come proseguire lo studio dell’armonizzazione delle scale

Per cercare di assimilare questi concetti consiglio il lavoro in 12 tonalità. Potete seguire il circolo delle quinte, oppure adottare un vostro metodo. La pratica nelle varie tonalità aumenterà il vostro grado di confidenza con il materiale che abbiamo visto in questo articolo.

Ciao e buono studio!

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