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Scritto da: Luca Gelli - Categorie: tecnica

La scala maggiore sulla chitarra e le diteggiature in posizione

Lo studio della scala maggiore è uno dei passaggi fondamentali nell’apprendimento della chitarra e nella comprensione dei vari meccanismi della tastiera. Ecco un breve elenco delle diteggiature nei sistemi in posizione più diffusi, cioè il CAGED, il Leavitt e quello a tre note per corda.


L’impostazione dello studio della scala maggiore sulla chitarra e il conseguente tempo passato sulle varie diteggiature e posizioni, è uno dei passaggi fondamentali nell’apprendimento dello strumento. Il metodo adottato avrà varie conseguenze, anche sullo studio delle altre scale. Quindi, quando arrivo a questo punto con un allievo, il mio pensiero principale è quello di… Non fare danni? :-). Beh, in parte si. Proprio per questo cercherò di fornire una panoramica ampia sull’argomento, visto che esistono molteplici metodi per orientarsi.

I vari metodi per studiare la scala maggiore

Quello dello studio tramite le posizioni non è l’unico metodo disponibile, anche se uno dei più diffusi, per studiare la scala maggiore sulla chitarra. In realtà, come ho già scritto e come dico spesso durante le mie lezioni, otterremo dei risultati soddisfacenti in termini di padronanza del manico solo se a questi studi affiancheremo altre prospettive, come vi accennerò alla fine di questo articolo. Intanto vediamo insieme le diteggiature nei sistemi in posizione più diffusi nella didattica odierna.


I sistemi in posizione più diffusi

Fondamentalmente i sistemi più diffusi per studiare la scala maggiore in posizione sono tre: il CAGED, quello derivato dal metodo di W. G. Leavitt e il tre note per corda. Ognuno di questi approcci ci porta a capire qualcosa di diverso, e sviluppa una percezione del manico e una tecnica diversa. Io infatti consiglio di studiarli tutti.


Il sistema CAGED

Il sistema CAGED viene utilizzato da tantissimi anni, si basa su un sistema di divisione della tastiera in cinque parti, ed è un meccanismo molto in voga in ambito didattico.

La versione più popolare, ma non l’unica, è quella in cui ci muoviamo internamente in alcune posizioni per restare sempre con diteggiature su quattro tasti. Per questo motivo vengono definite posizioni strette.

CAGED

La definizione di posizione di W. G. Leavitt

La posizione viene definita in base ad un tasto, infatti diciamo “prima posizione”, “seconda posizione”, riferendoci ai tasti della chitarra. Se parliamo di studi in cui restiamo fermi sul manico, la definizione più corretta che ho trovato è questa: la posizione viene definita facendo riferimento al numero del tasto che sta dietro a quello su cui è collocato il secondo dito.

Il concetto di posizione secondo la definizione di W. G. Leavitt

Questa definizione di W. G. Leavitt è dovuta al fatto che negli studi dei suoi volumi didattici, il primo e il quarto dito sono soggetti a degli allungamenti (stretch), dovuti al fatto che a volte dobbiamo coprire 5 o 6 tasti restando comunque fermi sulla tastiera.

Il finger stretch nel concetto di posizione di W. G. Leavitt

Il sistema adottato al Berklee College

Anche il sistema derivato dallo storico libro A Modern Method For Guitar di W. G. Leavitt si basa su cinque posizioni, a cui però solitamente ne vengono aggiunte due, per coprire meglio tutte le zone del manico. Questo metodo è quello adottato al Berklee College di Boston, ed è a sua volta molto popolare. Come ho già detto, Leavitt enfatizza il fatto di restare fermi in posizione, questo a molto ha che fare con la lettura del pentagramma e il fatto di non distogliere mai la vista dallo spartito.

Leavitt

Il sistema a tre note per corda

Questo metodo si basa, appunto, sulla divisione della scala suonando tre note per corda. Può essere facilmente combinato allo studio della pennata detta economy picking.
Sul metodo a tre note per corda voglio fare una precisazione. Spesso gli allievi iniziano a suonare queste posizioni partendo dalla nota più bassa, in modo da praticare, appunto, l’economy picking ed andare in modo progressivo supervelocissimamente non si sa dove! :-). Questa pratica, se fatta con consapevolezza e maturità musicale, non ha controindicazioni, ma faccio notare un paio di elementi, spero utili per qualcuno.

Primo: una scala ha un suono, e questo suono inizia e termina sulla tonica. Quindi ok… iniziate dalla nota bassa perchè così l’esercizio della pennata torna bene eccetera, ma assicuratevi di saper suonare la scala su un ottava e due ottave iniziando e terminando sulla tonica.

Secondo: ho visto spesso associare ad ogni posizione di questo metodo il nome di un modo (ionico, dorico, ecc). Bene, vi informo che la storia non è messa così. Un modo non è una posizione. In tutte le posizioni sono presenti tutti i modi. Se date i nomi dei modi alle posizioni per vostra comodità, nessun problema. Ma ricordate che i due concetti in realtà non corrispondono. So benissimo che questa cosa può creare incertezza e già mi fischiano le orecchie… :-). Non vado oltre per non deviare troppo dall’argomento principale… affronteremo i modi e la musica modale in altri articoli. Fatte queste precisazioni, ecco le posizioni a tre note per corda.

Tre note per corda

Create il vostro metodo

Adesso che avete visto le varie opzioni comunemente tramandate da insegnante ad allievo, potete guardare a tutto questo con occhio critico e cercare di trovare le soluzioni più giuste per voi, senza dare niente per scontato. Nella ricerca personale c’è un lato dell’apprendimento che è a mio avviso è insostituibile. Quindi per darvi uno stimolo ulteriore voglio inserire il mio sistema di posizioni e un semplice esercizio che di solito da buoni risultati.

Il mio metodo per studiare le posizioni della scala maggiore

In pratica ho messo in fila una serie di posizioni, in gran parte un mix di quelle che abbiamo visto in questo articolo. Ogni posizione ha un’estensione di due ottave + una terza diatonica. In questo modo le note contenute coprono quattro battute in 4/4 se suonate ad ottavi, o due battute in 4/4 se suonate a sedicesimi. Quando voglio allenarmi, una volta che la posizione della scala è stata assimilata, mi pongo l’obiettivo di suonare il tutto per quattro volte di fila, senza sbagliare. Vi mostro l’esempio pratico su una posizione, in questo caso l’estensione va da un FA a un LA (due ottave + una terza diatonica alla scala che stiamo studiando).

Scala maggiore in seconda posizione

Ecco l’esempio pratico dell’esercizio descritto precedentemente, applicabile poi alle varie zone del manico. Inizio e termino sempre sulla tonica, partendo dalle varie toniche disponibili e procedendo nelle varie direzioni possibili. In questo caso eseguo gli ottavi a 140 BPM.

Posizione scala maggiore esercizio 1

Potete applicare questo procedimento alle varie posizioni, ferma restando l’estensione della posizione che, ripeto, per tornare metricamente con la base (quattro battute in 4/4) deve avere un’estensione di due ottave + una terza diatonica. Create le vostre posizioni, oppure affidatevi al PDF che segue, che è quello che utilizzo abitualmente a lezione.

PDF – Esercizi per pratica posizioni

Chiaramente ognuno dovrà mettere una base calibrata ad hoc, giusta per sound, portamento e velocità. Continuate a leggere questo articolo per avere qualche chiarimento in proposito. Se intanto volete provare sulla base che ho utilizzato io… Ecco qua! 🙂


Consigli di carattere generale per studiare

Quando studiamo una scala l’obiettivo finale dovrebbe essere quello di padroneggiarla su tutto il manico, e per far questo occorre tempo. Non starò qui a fare una lista infinita di esercizi di tecnica, mi limiterò a consigli di carattere generale.

Solitamente consiglio di articolare lo studio della tecnica in tre fasi:

1 – Senza tempo – In questa fase non mettete la pressione del tempo, piuttosto fate imparare con calma alle vostre mani come si devono muovere. Prestate attenzione alla qualità del suono.

2 – A tempo – Una volta memorizzate le posizioni praticatele a tempo, sul metronomo. Per ogni singolo metodo (CAGED, Leavitt, tre note per corda) applicate la stessa velocità a tutte le posizioni, e domandatevi se state suonando quarti, ottavi, ottavi swing, terzine… Per quanto riguarda l’esecuzione: siate meccanici, nel senso buono del termine, cioè cercate di suonare tutte le note con la stessa dinamica, e prestate sempre attenzione al tempo.

3 – Su una backtrack – Fatti i primi due step, provate a suonare le posizioni su una backtrack. Consiglio di fornirvi di un software come Band In A Box o iReal Pro, per avere il controllo di velocità, metrica, portamento, tonalità. Ne esistono molti, diversi per tipologia e costo.

Alla fine della sessione di studio lasciatevi qualche minuto per improvvisare liberamente sul materiale studiato. In questo modo progressivamente ridurrete la distanza tra l’esercizio e il suonato.


Come andare oltre le posizioni

Come ho già scritto, non sono un grandissimo fan degli studi in posizione. Io sono stato tanto sul sistema Leavitt tanti anni fa ed ho notato sulla mia pelle che se non vengono affiancati altri studi, per esempio alcuni  esercizi in orizzontale, dopo un pò di tempo si inizia vedere il manico spezzettato in zone separate. Male, molto male… In questo modo l’approccio allo strumento rischia di diventare troppo meccanico. Cercate di studiare la scala maggiore anche utilizzando metodi che sviluppino un approccio di tipo orizzontale, oppure magari vedendola addirittura al contrario!

D’altro canto va detto che lo studio delle posizioni della scala maggiore è un passaggio obbligato, fa parte del percorso standard, soprattutto per coloro che svolgono attività didattica.

Ciao, buono studio e alla prossima.

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