Scritto da: Giulio Peretti - Categorie: sound and gear

Hotone Britwind: un amplificatore valvolare in un pedale

Per chi cerca il suono caldo di un amplificatore valvolare sempre a portata di mano.


Hotone Britwind presentazione

Hotone Britwind è un pedale che racchiude al suo interno il cuore di ben due ampli valvolari; è pensato per chi vuole sempre avere a portata di mano quel suono caldo e vintage.
In questo articolo vi farò sentire i suoni che sono riuscito a estrapolare da questo bellissimo pedale-amplificatore della Hotone Audio. Innanzitutto  vi dirò  quello che mi è piaciuto e che mi ha spinto a farne una demo. Partiamo!

hotone britwind figura1

Amplificatori valvolari veri o simulazioni?

E’ la solita ormai consumata diatriba fra la vecchia scuola e la nuova, e io non voglio sicuramente alimentarla; anche perchè è ovvio che il suono di un vero ampli valvolare vince!
Ok, luoghi comuni a parte, qui non c’è nessuna sfida, ed ogni cosa va valutata all’interno del suo territorio di impiego. Un amplificatore valvolare ci offre un suono unico e genuino, ma va spinto ad un certo volume e va anche saputo microfonare. Infatti, se proprio volessimo effettuare una comparazione dovremmo tenere in considerazione questo fatto.


Il suono dell’emulazione di un amplificatore valvolare come quella di Hotone Britwind, con la sua simulazione di cassa, tenta di riprodurre il comportamento di tutta la catena del segnale. La catena culmina appunto con una ripresa microfonica davanti ad uno o più degli  altoparlanti del nostro cabinet, che andrà poi a confluire nell’impianto generale. In altre parole, questo è il suono percepito dal pubblico che si trova di fronte all’impianto di diffusione.
Questa cosa dovremmo tenerla in forte considerazione ogni qualvolta tentiamo di paragonare i due sistemi.


Quando scegliere una simulazione

Ormai l’abbiamo capito, nel caso ci affidassimo al nostro amatissimo amplificatore valvolare, dovremmo fare i conti con diverse problematiche: calcolare un certo spazio per l’ingombro, prevedere se avremo o no la possibilità di tirare l’amplificatore al volume al quale abbiamo creato i nostri suoni, ma soprattutto serviranno competenze per la microfonazione e per una buona acquisizione del suono. Senza contare che il suono che esce dal cono della cassa è quasi sempre diverso dal suono che  arriva alle nostre orecchie.
Ogni qualvolta ci troviamo in una situazione in cui manchi anche una sola di queste componenti l’equazione del bel suono valvolare si sbilancia ed un simulatore può diventare la scelta corretta.
Nel caso non vogliate scendere a compromessi, potrebbe interessarvi questo articolo su come costruirvi una isobox per catturare il suono del vostro amplificatore in tutta la sua potenza.


Caratteristiche principali di Hotone Britwind

hotone britwind figura2

Guardando Hotone Britwind ci troviamo di fronte ad un pedale molto solido costruito per emulare il suono di due iconici amplificatori come Vox Ac30 e Plexi Super Lead. In effetti si tratta di un vero amplificatore a stato solido totalmente analogico, con l’unica eccezione del riverbero, che è digitale. L’Hotone Britwind si presenta infatti con due pannelli sovrapposti e indipendenti, entrambi provvisti di una sezione di equalizzazione in aggiunta a gain e volume dell’amplificatore di riferimento. Il pannello superiore (nello schema rappresentato come channel A) si chiama British Invasion, ed è dedicato alla simulazione Vox. Il pannello inferiore si chiama Purple Wind (nello schema rappresentato come channel B) ed è dedicato alla simulazione Marshall Plexi Super Lead, decisamente più spinta della prima.


Ad aprire e chiudere il set di regolazioni troviamo due potenziometri che agiscono su entrambi i canali. Il primo dedicato ad un riverbero a molla digitale, inseribile tramite un footswitch apposito; il secondo dedicato ad un boost, anch’esso abilitabile tramite footswitch. A proposito, per chi volesse una rinfrescatina sui vari effetti e sulla loro classificazione, qui c’è un articolo molto utile.


Infine nella parte infondo troviamo appunto i tre footswitch che ci permettono, oltre ad inserire o disinserire  riverbero e boost, di passare da channel 1 a channel 2.
Il pedale eroga una potenza di 75 watt e sfrutta una tecnologia più che collaudata da Hotone nella linea di mini testate per chitarra chiamata Nano Legacy.


Collegamenti di Hotone Britwind: pannello posteriore

hotone britwind figura3

Uno degli aspetti più interessanti di Hotone Britwind risiede senza dubbio nella sua versatilità.
Il pedale tramite l’uscita speaker output offre la possibilità di collegarci ad una cassa, magari la vostra personale, oppure  una di quelle trovate in sala prove, o ancora una di quelle di backline a disposizione sul palco prima del nostro concerto. Se poi ci mettete anche che potete entrare direttamente nel mixer o nella vostra  scheda audio tramite uscita bilanciata e con simulazione di cabinet, beh scusate se è poco.
Fra le varie possibilità di configurazione troviamo anche quella di inserire i nostri effetti sfruttando il send e return proprio come in un vero amplificatore, oppure di mandare il segnale ad un finale esterno sfruttando l’uscita line out.
Bene, ora è il momento di tirare fuori qualche suono da questo ampli formato pedale!


I suoni clean di Hotone Britwind

Per ottenere i vari suoni ho rispettato la seguente configurazione: la chitarra è collegata all’input del pedale; il suono esce da quest’ultimo tramite l’uscita bilanciata ed entra nella scheda audio. La simulazione di cassa è sempre attiva. 

– Clean con chitarra tipo stratocaster.

settaggi  clean figura1

– Clean con chitarra semihollow.

settaggi  clean figura2


I suoni crunch di Hotone Britwind

Il crunch è quel suono in leggera distorsione, che risponde abbastanza bene alla dinamica d’esecuzione. Per ottenere questo suono, non solo ho incrementato leggermente il gain del canale ma ho anche agito sul potenziometro del boost, in modo da ottenere ancor più presenza.
Come prima, entrambi i suoni sono ottenuti rispettando la seguente configurazione: la chitarra è collegata all’input del pedale, il suono esce da quest’ultimo tramite l’uscita bilanciata ed entra nella scheda audio. La simulazione di cassa è sempre attiva.

– Suono crunch con chitarra tipo stratocaster.

settaggi  crunch figura1


– Suono crunch con chitarra tipo semihollow.

settaggi crunch figura2


I suoni distorti di Hotone Britwind

I suono distorti di Hotone Britwind sfruttano il secondo canale del pedale, quello dedicato alla simulazione della Marshall Plexi Super Lead. Come potete vedere dal diagramma infatti, sono abilitati solo i potenziometri della sezione inferiore, quella riferita al channel B.
Come al solito,tutti i suoni sono ottenuti rispettando la seguente configurazione: la chitarra è collegata all’input del pedale, il suono esce da quest’ultimo tramite l’uscita bilanciata ed entra nella scheda audio. La simulazione di cassa è sempre attiva.
Nel primo esempio qui sotto ho utilizzato una chitarra tipo stratocaster.

– Suono distorto con chitarra tipo stratocaster

settaggi distorto figura1

Suono distorto con chitarra semihollow

settaggi  distorto figura2


Considerazioni finali

L’Hotone Britwind si propone come un un validissimo compagno per i chitarristi che studiano in cuffia, che registrano la sera e che vanno fuori a suonare con chitarra e zainetto. Il sound è convincente, la solidità è innegabile e la versatilità di utilizzo è un bel punto di forza. Devo dire che personalmente l’ho trovato molto interessante. 

Beh se tutto questo parlare di pedali-amplificatori ed emulazioni vi ha incuriosito potrebbe interessarvi anche questo anche articolo sul Kemper Profiler.
Dimenticavo, se foste interessati all’acquisto di Hotone Britwind lo potete acquistare qui.


Ciao, alla prossima recensione!

fine

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