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L’accordo di nona: Omit 5 voicing, costruzione e diteggiature

Esistono numerosi voicing sul nostro strumento per eseguire gli accordi di nona, in questo articolo vi mostrerò quelli più comunemente usati: gli Omit 5 voicing. 


Premessa

L’accordo di nona è un tipo di accordo complesso perché le note da cui è composto possono variare in dipendenza della sigla utilizzata. Se incontriamo sigle come G9, Gmaj9 o Gm9, all’interno dell’accordo si sottintende la presenza della settima. Questo significa che l’accordo è a 5 voci; contiene dunque tonica, terza, quinta, settima, nona. In questo caso le soluzioni possibili sul nostro strumento sono molte: la più comune sono i voicing Omit 5; un’altra soluzione è quella di utilizzare delle sostituzioni armoniche al posto dei suddetti voicing, sostituendo l’accordo in questione con una quadriade che, combinata con la tonica data dal basso, forma l’accordo di nona. In entrambi i casi ci troviamo costretti a scegliere di eliminare una nota: data la conformazione del nostro strumento risulta spesso difficoltoso prendere un voicing di 5 note.

Quando invece incontriamo sigle come Gadd9, Gadd2 oppure Gsus9, Gsus2 all’interno dell’accordo non è presente la settima. Nel primo caso è sufficiente aggiungere la nona, spesso mettendola al posto dell’ottava. Nel secondo caso la nona va al posto della terza, creando di fatto un accordo sospeso. Non spaventatevi davanti a queste sigle basta solo ragionare; una volta individuata la nota da sostituire trovare il giusto voicing è semplice. Vi basti pensare che tutti gli accordi in barrè e quasi tutti gli accordi in prima posizione, hanno sempre la stessa conformazione: tonica, quinta, ottava, terza più le ripetizioni della quinta e dell’ottava sulle corde alte. Togliere la nota giusta ed inserire la nona è un gioco da ragazzi, basta solo leggere adeguatamente la sigla.


Contesti musicali dove vengono utilizzati gli accordi nona

I contesti musicali dove vengono utilizzati tali accordi sono molteplici. Nel pop gli accordi add9/add2 sono molto comuni: pensate a Andy Summers storico chitarrista dei Police; brani come Every Breathe You Take sono basati su tale tipologia di voicing. Nel blues invece i più inflazionati sono gli accordi 9 e gli accordi di nona alterata (7b9 e sopratutto 7#9); pensate a un album come Texas Flood di Stevie Ray Vaughan, le parti armoniche sono ricche di tali soluzioni. Sempre nel blues uno dei primi utilizzatori dell’accordo di nona alterata è stato Jimi Hendrix, ad esempio nel celeberrimo brano Foxy Lady. Infine nel jazz e nella bossa nova sono accordi di uso comune che troviamo all’interno degli spartiti di numerosi standard dagli anni ’20 in poi.


Omit 5 voicing: interpretazione corretta delle sigle

Gli omit 5 voicing vengono utilizzati per eseguire accordi di nona contenenti la settima al loro interno. Posso dunque usarli in presenza di sigle come: G9, Gmaj9, Gm9. Ma facciamo un passo indietro: in queste sigle la nona è intesa sempre come nona naturale, dunque un intervallo di seconda maggiore rispetto all’ottava? La settima invece, come deve essere interpretata?
Partendo dalle settime, a mio avviso le sigle degli accordi di settima possono essere interpretate dividendole in due parti: una relativa alla triade e una relativa alla settima. La triade si sigla X (C,D,F#…) quando è maggiore; si sigla Xm o X- (Cm,Dm, F#m…) quando è minore. La settima si sigla Maj7 o 7+ quando è maggiore; 7 quando è minore. Ecco alcuni esempi:

Accordo di settima sigle

In presenza di accordo di nona naturale, la dicitura relativa alla settima, Maj7 o 7, diventa Maj9 o 9. La lettura della sigla in merito alla settima e alla triade non cambia; basta aggiungere la nona che, in questo caso, è sempre e comunque naturale. Ecco un esempio:

Accordo di nona sigle

In presenza di accordi di nona alterata, invece, la sigla deve specificare tre cose: la triade, la settima e il tipo nona alterata. Ecco un esempio per la lettura della sigla: 

Accordo di nona alterata sigle

Omit 5 voicing: costruzione

Come già precedentemente accennato, sul nostro strumento è tecnicamente complesso prendere un accordo a 5 voci. Dunque nel caso dell’accordo di nona, i voicing Omit 5 risolvono il problema omettendo la quinta. La quinta è sicuramente una delle meno importanti tra le cinque voci. Ricordatevi che terza e settima definiscono colore armonico (mag o min) e funzione dell’accordo; mentre la nona costituisce un’estensione importante, altrimenti non sarebbe stata scelta come nota da inserire. Ecco come si presentano gli Omit 5 voicing sullo spartito, tutti gli esempi sono in C:

Accordo di nona costruzione

Nel caso di accordi con nona alterata la costruzione non cambia:

Accordo di nona alterata costruzione

Se vi state domandando come eseguire un accordo semidiminuito con la nona, la risposta ovviamente non è negli Omit 5 voicing. Nei suddetti casi la quinta costituisce una nota importantissima dell’accordo, questo vuol dire che non può essere omessa.


Omit 5 voicing: diteggiature

Sullo strumento gli Omit 5 voicing possono essere disposti su tre set di corde: set basso (MI-LA-RE-SOL), set medio (LA-RE-SOL-SI) e set alto (RE-SOL-SI-MI).

Di seguito le diteggiature per il set basso; degli accordi di nona della tipologia Maj9, 9, m9 e mMaj9:

Omit 5 diteggiature set basso

Diteggiature per il set medio:

Omit 5 diteggiature set medio

Diteggiature per il set alto:

Omit 5 diteggiature set alto

Infine le diteggiature per gli accordi di nona alterata nei tre set:

none alterate diteggiature

N.B.: Gli accordi di nona alterata sono, nella maggior parte dei casi, riconducibili a dominanti primarie o secondarie. Questo è il motivo per cui ho inserito solo accordi 7 combinati con le varie none alterate. Detto ciò, se vi capiterà di studiare l’armonizzazione della scala minore armonica o della scala minore melodica, incontrerete anche accordi di nona alterata di natura diversa. Vi basterà leggere attentamente la sigla e trovare la giusta diteggiatura per il voicing omit 5 che vi interessa.


Variazioni comuni negli Omit 5 voicing

Nella prassi esecutiva può capitare di trovare alcune variazioni inerenti i suddetti voicing. Quella principale è il reinserimento della quinta al canto dell’accordo. In alcuni casi è possibile anche  l’inserimento della tredicesima. Tali variazioni riguardano quasi esclusivamente il set medio; sul set basso sono di difficile realizzazione e sul set alto il numero di corde interessato non permette l’aggiunta di altre note. Vediamo le diteggiature:

variazioni

Considerazioni finali

Dopo aver memorizzato le diteggiature, il mio consiglio è quello di applicarle direttamente a brani contenenti accordi di nona. I brani contenuti nell’album Texas Flood di Stevie Ray Vaughan potrebbero essere un buon inizio. State molti attenti alla corretta interpretazione della sigla; inoltre cercate di far suonare i voicing in modo nitido e di stoppare bene le risonanze delle corde a vuoto.

Buon lavoro!

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