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Scritto da: Gregorio Panerai - Categorie: sound and gear

Gli effetti per chitarra elettrica: una veloce classificazione

Facciamo ordine tra i vari tipi di effetti per chitarra e alcune distinzioni utili  per comprenderne meglio la classificazione e il posizionamento in pedaliera.


Prima di iniziare a vedere e ad ascoltare un po’ di effetti per chitarra dobbiamo fare un po’ di chiarezza sulle famiglie di cui gli effetti fanno parte. In base alla funzione che svolgono sul nostro segnale possiamo dividerli in categorie diverse. Capire come gestire un effetto in base a questa distinzione (e dove collegarlo in catena come vedremo in seguito!) è fondamentale!

Prometto che questo è l’ultimo articolo teorico, dal prossimo iniziamo ad ascoltare un po’ di materiale e vedere un po’ di utilizzi pratici.

Possiamo in modo molto semplice dividere gli effetti in tre grandi famiglie:

  1. Processori di dinamica
  2. Modulazioni
  3. Effetti di ritardo

Ogni volta che prendiamo in considerazione un effetto è bene  inserirlo mentalmente in una di queste categorie.  Questo perché, oltre a chiarirci che tipo di operazione effettuerà sul nostro segnale, ci aiuterà a inserirlo correttamente nella catena dei nostri pedali. Esatto, invertendo o scambiando  l’ordine di due pedali otterrò risultati diversi. Questo ci apre un mare di possibilità, tuttavia ci sono delle norme generali che è bene seguire.

Di questo aspetto, chiamato routing del segnale, ne parleremo tra qualche articolo.

Per ora vediamo di capire la differenze tra queste famiglie di pedali, e quali effetti ne fanno parte.

Per comprendere quanto segue consiglio, se non lo avete già fatto, la lettura di questo articolo oppure di questo che affronta l’argomento in forma più sintetica.

Classificazione effetti figura 1

Processori di dinamica

Questi effetti per chitarra intervengono appunto sulla dinamica, ovvero con una piccola approssimazione,  sull’escursione tra il volume massimo e minimo di un suono. Tali effetti possono accentuare questa escursione o diminuirla, rendendo tutto il suono molto più compatto, oppure possono modificarne l’inviluppo e il timbro.

Ecco alcuni effetti che rientrano nei processori di dinamica: 

  1. noise gate       (Electro Harmonix, Silencer)
  2. compressore  (T Rex, Comp Nova)
  3. distorsioni (di queste ce ne occuperemo a fondo in un altro articolo)
  4. limiter   
  5. equalizzatore (Boss, GE-7 graphic equalizer)
  6. filtri vari (tipo lo wha wha per intenderci) (Dunlop, Cry Baby)

Solitamente, ma non sempre i processori di dinamica sono inseriti all’inizio della nostra pedaliera.


Effetti di modulazione

Modificano il nostro suono nel tempo, ovvero solitamente  un elemento (oscillatore) cambia nel tempo (modula) il nostro segnale. Gli esempi più famosi:

  1. Phaser (Mxr, Phase 90)
  2. Flanger (TC Electronic, Vortex)
  3. Chorus (Maxon, CS9 stereo Chorus)
  4. Vibrato (Boss Waza Craft,  VB 2 w vibrato)
  5. Tremolo (Source Audio Vertigo, Tremolo)

Effetti di ritardo

Beh, in questo caso fortunatamente è il nome stesso a dircelo, producono delle copie più o meno numerose e dense del nostro segnale. Ovviamente :

  1. Delay  (Line 6, DL4)
  2. Riverbero (Strymon, Big Sky)

Ovviamente ogni effetto per chitarra al suo interno ha numerose configurazioni possibili, ma lo scopo di questo articolo è mettere un po’ di ordine tra la “selva effettistica” tanto per iniziare!

Per fortuna sono stato breve e spero indolore,  dal prossimo articolo iniziamo con i processori di dinamica, e con il compressore uno degli effetti più importanti e più difficili da utilizzare correttamente.

Ciao a tutti, alla prossima!!

fine

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