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Scritto da: Sergio Casabianca - Categorie: in evidenza / jazz / styling / trascrizioni

Kenny Burrell: la trascrizione del solo su Lyresto

Un solo di chitarra fresco e interessante, dal disco Kenny Burrell & John Coltrane. Grandi spunti di pronuncia e timing da un campione dello swing.

Kenny Burrell, lo zio Kenny :-), rappresenta per me uno degli esempi più grandi di gusto ed eleganza nel mondo della chitarra jazz. Lo fa soprattutto per il suo timing ed il suo swing! Ne resto sempre affascinato.
Burrell ha sempre e comunque esposto un modo di suonare fresco e sincero, non troppo costruito, a tratti volutamente bluesy ma assolutamente interessante per prendere tantissimi spunti

Se poi prendiamo un solo dal disco Kenny Burrell and John Coltrane, facciamo tombola! Infatti, nel brano Lyresto il solo di Burrell arriva subito dopo quello di Coltrane, che apre maestosamente le danze dell’improvvisazione.
Burrell pesca degli spunti direttamente dal solo del sassofonista e, pur avendo una potenza sonora inferiore, si dimostra un intelligentissimo campione di swing, linguaggio e pronuncia.

Nel disco, che è del 1958, ci sono comunque anche Paul Chambers, Tommy Flanagan e Jimmy Cobb. Roba da poco! Qui potete ascoltare tutto il disco…

… mentre qui potete ascoltare direttamente Lyresto, la traccia  numero 3 dello stesso disco, cioè quella dalla quale ho voluto trascrivere questo interessante solo.

Lyresto è un brano dalla struttura di 32 battute divise principalmente in due grandi sezioni: A e B.
Si tratta di una struttura tipica riscontrabile in famose songs, come On Green Dolphin Street, My Ideal, Beautiful Love, There Will Be Never Be Another You e tante altre. Effettivamente ci  può anche ricordare brani strumentali più famosi come Four di Miles Davis.

Andiamo adesso a vedere cosa succede di interessante in questo solo di chitarra, quali sono le frasi che mi hanno colpito particolarmente e per quale motivo.


Analisi del solo

All’inizio del solo, Burrell prende subito in prestito l’ultima cellula ritmica suonata da Coltrane. La propone due volte come inizio di una frase e, secondo il principio di call and response, risponde a se stesso con due chiusure diverse.
Ad un certo punto si avverte una leggera sbavatura sull’accordo Bb7: è il bello della diretta. Probabilmente si tratta di un attacco troppo forte del plettro che fa scappare un po’ la corda a Kenny Burrell: l’abbiamo detto, è davvero un chitarrista sincero!


Nella seconda parte della A del primo chorus troviamo diversi spunti.
Inizia subito con una terzina, roba di classe. Non sono molti i chitarristi Jazz che usano bene questa figura ritmica. Imita molto bene la pronuncia di Coltrane. Alla fine della frase lega benissimo i prossimi due accordi salendo di semitono. Si vede anche una grande padronanza melodica a seguire: disegna una frase perfetta sul pentagramma e centra il range melodico del momento!


Interessante questo momento bluesy dove usa con grande swing una serie di intervalli discendenti tipici. Per essere più precisi si tratta di una quarta giusta discendente, una terza maggiore discendente e una quinta giusta discendente. Poi dà una stoccata finale al frammento con un tritono ancora più dal sapore blues.


Il prossimo è uno dei frammenti più complessi dell’intero solo. Si nota come la chitarra, grazie alla tecnica del rake o dello sweep, si presti ad avere una pronuncia simile a quella degli arpeggi veloci dei sax, con ghost notes o meno. Il timing è quasi incerto, probabilmente anche a causa di una registrazione non troppo cristallina, ma Burrell riesce sempre a cadere in piedi come un gatto! La frase idiomatica che chiude poi, costruita girando intorno ad una triade maggiore di SIb, è una tipica chicca bebop senza cromatismi.


Bellissime le ultime battute del primo chorus. L’obiettivo è sicuramente quello di creare un climax  per raggiungere un momento di alleggerimento subito dopo.


All’inizio del secondo chorus Burrell ricama su una piccola cellula rimitca e melodica fino a sfruttarla per andare leggermente outside. Fate attenzione a come attacca le note quasi sempre con uno slide carico di swing.


Altra cellula ritmica e melodica dal sapore blues riproposta un paio di volte. Sembra parlare una lingua simile a quella di Wes Montgomery. Possiamo dire che Burrell non è assolutamente da meno…


Per finire voglio analizzare questo uso della terzina su questo IIm V7 che cade su Abmin7. Onestamente  la frase non mi fa impazzire e non è un dramma dire che non sia il massimo della pulizia tecnica, ma c’è una cosa da notare. Come ricordate, siamo solo nel 1958. A mio modo di vedere, questa frase è emblematica nel progresso della storia della chitarra elettrica. Passaggi di questo tipo saranno ricorrenti anche in tutta la musica Rock, Funk e Prog degli anni ’70 fino  addirittura all’Hard Rock e al Metal degli anni ’80 e ’90. Hai capito lo zio Kenny?! 🙂


Ad ogni modo, spero vi sia stato utile approfondire un po’ l’importanza di questo campione della chitarra Jazz che è, e sarà sempre, Kenny Burrell.
Qui sotto potete trovare la mia trascrizione con e senza TAB e la mia interpretazione. Nel caso vogliate utilizzare la versione con il TAB, dopo aver visto le mie soluzioni provate a trovare anche le vostre, che fa bene alla salute!

Buono studio e buon divertimento.

PDF – Trascrizione Lyresto – No TAB

PDF – Trascrizione Lyresto – TAB

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