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Scritto da: Gregorio Panerai - Categorie: sound and gear

I pickup della chitarra elettrica, una panoramica

Una panoramica sui pickup da chitarra elettrica più utilizzati, suddivisi per tecnologia di fabbricazione e per  tipologia di funzionamento.


Introduzione

A quasi 100 anni dalla loro invenzione i pickup della chitarra elettrica restano una variabile fondamentale nella creazione del suono di un chitarrista. Una scelta sbagliata e possiamo compromettere tutta la nostra catena sonora. La tecnologia di fabbricazione, il numero di poli, il numero di avvolgimenti e il colore timbrico sono tutti parametri che ci possono guidare nella scelta giusta.

Vediamo di capire come funzionano e cerchiamo di fare una veloce e sintetica panoramica sui pickup humbucker, single coil ed altro.

Il pickup

Il compito di un pickup  è  quello di trasformare un suono (vibrazione aria, vedi articolo Alcune considerazioni sul suono per il chitarrista elettrico), in un segnale elettrico.

Questo segnale elettrico è ovviamente a bassa intensità, necessiterà perciò di essere amplificato in seguito proprio dall’amplificatore.

Iniziamo a vedere la tipologia di pickup più comuni nella chitarra elettrica, quelli magnetici.

Pickup magnetici

I pickup magnetici sono formati da un avvolgimento a spirale di filo di rame, detto bobina. Quest’ultima è avvolta attorno a dei poli magnetici posizionati sotto ciascuna corda. Si sviluppa così un piccolo campo magnetico. 

Quando le corde vibrano alterano questo campo magnetico generando un segnale di corrente elettrica a bassa intensità.

Il numero di avvolgimenti e la sezione del filo di rame che compongono la bobina influenzano pesantemente il suono che otterremo.

Un filo  più spesso tende a generare un suono più pieno e “massiccio”.

Per quanto riguarda il numero di avvolgimenti tendenzialmente varia intorno a qualche migliaio e da esso dipende la potenza di output del nostro segnale.

Infine anche il materiale di cui sono composti i poli magnetici è una variabile da considerare. Solitamente essi sono composti da magneti in Alnico (una lega composta da ALluminio, NIckel, ferro e CObalto) oppure da magneti ceramici. Molto sinteticamente possiamo dire che gli Alnico possiedono un timbro più rotondo e morbido, mentre i ceramici tendono a essere più grintosi.

Disegno Pickup

Humbucker e single coil

All’interno della famiglia dei magnetici possiamo suddividere i pickup in single coil e humbucker. La differenza è nel numero di bobine che li compongono. 

I single coil sono composti da un solo avvolgimento mentre gli humbucker da due e in opposizione di fase. Quest’ultima caratteristica  è responsabile della cancellazione (parziale) di rumori, nello specifico lo hum, un ronzio in bassa frequenza, da qui appunto il nome humbucker (buck the hum).

Nell’immagine precedente vediamo lo schema di  un single coil, mentre di seguito la sezione  di un humbucker, dove osserviamo chiaramente le due bobine.

Le immagini sono prese dal sito della Seymor Duncan, nota azienda produttrice di pickup.

Foto Pickup

Ecco un piccolo schema, veramente sintetico,  che riassume le caratteristiche dei due tipi di pickup.

Schema caratteristiche Single Coil e Humbucker

Altri pickup

P90

Questi pickup sono dei single coil sviluppati dalla Gibson. La differenza dai tipici single coil montati su una Fender consiste nella forma della bobina che in questo caso e più corta e larga. Risultano perciò mediamente più caldi.

P90

Stack humbucker

Sono dei pickup humbucker ma compattati nelle dimensioni di un single coil, per poter essere montati su chitarre predisposte per questo tipo di pickup.

Humbucker

Pickup piezoelettrici

I pickup piezoelettrici  sono composti da materiali (solitamente in quarzo), che in seguito a delle vibrazioni producono un piccolo segnale elettrico. I piezo quindi catturano direttamente, attraverso il contatto con il corpo della chitarra, le vibrazioni delle corde a livello molecolare.

Pickup esafonici

I pickup esafonici “convertono” le vibrazioni delle corde in un formato adatto per poter controllare, tramite protocollo MIDI, dei sintetizzatori di suoni. Permettono perciò di poter suonare tramite la chitarra suoni sintetici o campionati. Ovviamente non sempre l’affidabilità è al top e si devono avere alcune accortezze per fare in modo che tutto funzioni a dovere. Molto spesso vengo utilizzati in accoppiamento con dei guitar synth specifici come  il GR33 per esempio.

Per adesso ci fermiano qui, anche se in seguito, per i più temerari, approfondiremo meglio il tema degli esafonici, dei pickup a tecnologia ottica e delle differenze tra pickup attivi e passivi.

Ciao a tutti! Ci ritroviamo alla prossima per parlare degli amplificatori!!!

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