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Scritto da: Luca Gelli - Categorie: teoria e armonia

Pillole di teoria: terzine, sestine ed altri gruppi irregolari

In questo articolo parliamo di terzine e sestine, ovvero dei gruppi irregolari più diffusi nei tempi semplici. Cercheremo di capire la costruzione di queste suddivisioni, le loro variabili più comuni e la sonorità, facendo anche un accenno alle nonine.


Introduzione

In un altro articolo abbiamo parlato delle differenze tra i tempi semplici e i tempi composti, potete cliccare qui se volete dargli un’occhiata. La differenza tra gli uni e gli altri deve essere ben chiara, dato che in questo articolo tratteremo argomenti collegati, cioè terzine, sestine e nonine nei tempi semplici. Un argomento di base con molteplici ed importanti conseguenze.

Le terzine

Abbiamo già dedicato un articolo alle suddivisioni principali dei movimenti, questa volta approfondiremo la suddivisione del tempo in tre nei tempi semplici, quindi della terzina, dei suoi derivati e delle sue implicazioni metriche.

Sappiamo che in un tempo semplice, per esempio il 4/4, ogni movimento è normalmente suddiviso in due parti, che nel 4/4 corrispondono agli ottavi. Quando per un un breve momento vogliamo modificare la suddivisione passando da quella binaria a quella ternaria possiamo usare le terzine. Per questo motivo vengono definite gruppi irregolari, perchè vanno temporaneamente in contrasto con la suddivisione regolare dei movimenti della battuta.

In passato nella scrittura era diffuso il cambio di metro, cioè per i movimenti necessari veniva effettuato un cambio da un tempo semplice ad uno composto, per esempio dal 4/4 al 6/8, o viceversa. Questo sistema è risultato troppo complesso sia per chi deve scrivere che per chi deve leggere la musica.

L’utilizzo delle terzine ci viene in soccorso, portando momentaneamente la suddivisione di una battuta, o anche di un solo movimento di una misura, da binaria a ternaria. Cioè ci consente di passare temporaneamente da un tempo semplice a un tempo composto senza cambiare l’indicazione metrica.

La terzina di ottavi

La prima terzina che vediamo è quella formata da tre ottavi, cioè proprio quella che suddivide un movimento in tre parti. In pratica mettiamo tre ottavi nello spazio in cui di solito ne troviamo due. Ecco due battute in 4/4 in cui si alternano una terzina di ottavi e una nota da un quarto.


La terzina di quarti

La terzina di quarti è solitamente meno immediata da capire all’ascolto. Il consiglio che posso dare per codificarla e interiorizzarla è pensare a delle terzine di ottavi in cui questi sono legati a coppie.


La terzina di note da due quarti

La terzina di note da due quarti è probabilmente ancora più difficile da capire a orecchio e da cantare. Un procedimento utile alla comprensione può essere quello di partire nuovamente dalle terzine di ottavi e legarli a gruppi di quattro.


La terzina di sedicesimi

Nel prossimo esempio riguardante le terzine di sedicesimi ho evidenziato l’accento, posizionato sopra la prima delle tre note di ogni terzina. Proseguendo nella lettura dell’articolo capirete perché. In questo caso ogni movimento potrà contenere due terzine.


Le sestine

La sestina è un gruppo irregolare di sei note. Viene utilizzato per lo più con i sedicesimi per dividere un movimento in sei parti. Quello che cambia tra una coppia di terzine e una sestina di note dello stesso valore è la posizione degli accenti. Nel caso delle terzine come abbiamo visto viene accentata una nota ogni tre, mentre nel caso delle sestine l’accentazione avviene sulla prima delle sei note o ogni coppia di note, a seconda delle scuole di pensiero e di fattori tecnici che non approfondiremo in questa sede. Ancora una  volta per mostrare meglio queste differenze ho utilizzato note diverse, in modo da rendere più evidenti gli accenti ogni sei o ogni due note.


Le nonine

La nonina è un gruppo ritmico di nove note, una divisione meno abituale rispetto a terzine e sestine. Anche in questo caso l’utilizzo più comune è quello della suddivisione di un movimento in nove parti, può essere scritto attraverso nove sedicesimi o nove trentaduesimi, torneremo tra breve su questo punto. In pratica è un derivato di una terzina di ottavi in cui ogni ottavo viene a sua volta suddiviso in tre parti.


Chiaramente non è detto che una terzina o un qualsiasi gruppo di suddivisioni debba contenere solo note di uguale durata. Possiamo trovare delle pause o combinazioni di note di durata diversa. Nel prossimo esempio ho inserito alcuni casi per rendere più chiaro il concetto.


La scrittura dei gruppi irregolari

Come tanti altri aspetti della notazione musicale, la scrittura dei gruppi irregolari è una scienza inesatta, ed è quindi giusto mantenere una certa elasticità mentale. Portando l’esempio visto in precedenza della nonina, la stessa figura ritmica viene scritta utilizzando i sedicesimi o i trentaduesimi. Si dice infatti che certe figure ritmiche possono essere scritte per eccesso o per difetto. Quindi a volte il problema è capire per quanti movimenti deve effettivamente durare il gruppo di note. Possiamo ricavare l’informazione guardando il resto delle note nella battuta e sottraendo al valore totale il tempo delle note più regolari.


Conclusione

Terzine, sestine e nonine sono solo tre esempi tra i tanti possibili per quanto riguarda i gruppi irregolari. Se volete approfondire l’argomento analizzando i gruppi irregolari nei tempi composti ed altri casi cliccate qui.

Spero di avervi dato una mano a capire questi elementi ritmici di base ma che hanno enormi implicazioni musicali. A questo punto non resta che fare pratica con il solfeggio ritmico. Anche il dettato ritmico ha una funzione didattica importante per quanto riguarda la codifica ritmica e/o metrica di quello che ascoltiamo. Quindi…

Buono studio e alla prossima!

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