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Scritto da: Enrico Zanella - Categorie: improvvisazione / jazz / styling

L’anatole nel jazz manouche: fraseggio per l’improvvisazione

L’anatole, o rhythm changes, è una forma standard nel jazz e nel jazz manouche. Molte infatti sono le composizioni che si basano su quella struttura. In questo articolo prenderemo in considerazione nello specifico la sezione A, analizzando qualche esempio tratto dal repertorio.


Introduzione

Come molti sapranno l’anatole è una forma musicale costruita sulla struttura AABA di 32 battute basata sulla progressione I-VI-II-V nella sezione A, ed una serie di quattro dominanti nella sezione B. Per il momento prenderemo in considerazione solo la sezione A dal momento che essa rappresenta un’ottima palestra su cui esercitarsi per sviluppare lo styling.  Ovviamente il nostro riferimento sarà ancora una volta Django Reinhardt.


Esempi tratti dal brano Belleville

Partiamo subito con un esempio tratto dal brano Belleville.

Anatole Belleville figura 1

Il brano è chiaramente in RE maggiore ma al posto del IIm7 Django Reinhardt sostituisce il IIm7/b5 preso dalla relativa scala minore di RE. Interessante notare come il solo inizi sulla sesta dell’accordo D6/9 (la nota SI) per poi scendere cromaticamente sulla quinta diminuita di Em7/b5 (la nota SI bemolle) nella seconda battuta. Questa discesa cromatica viene poi ripresa un’ottava sotto nella terza battuta a riprova di una grande attenzione all’aspetto formale del fraseggio. 

In un altro momento dello stesso brano Il nostro guitar hero suona così:

Anatole Belleville figura 2

Le intere quattro battute del solo sono costruite sull’arpeggio di RE diminuito. Sovente nel jazz manouche viene suonato l’arpeggio diminuito a partire dalla fondamentale dell’accordo e questo perché la sonorità introdotta è molto simile a quella della pentatonica minore blues con l’accento sul colore dorico. In altre parole suonando, l’arpeggio di RE diminuito, le note utilizzate in relazione all’accordo sono: RE (tonica), FA (terza minore), SOL# (quarta aumentata), SI (settima diminuita alias sesta maggiore). Insomma la frase suona molto bluesy.  


L’anatole nel jazz manouche: Daphnè

Nel brano Daphnè ascoltiamo questa frase:

Anatole Daphnè figura 1

In questo caso la progressione è I VIm IIm V. Da notare che la b13 (FA) sull’accordo A7 della seconda battuta suonata sul tempo forte crea una maggior dissonanza. Spesso il solo della sezione A è basato sull’arpeggio del VI grado (in questo caso di Bm) per marcare il colore della sesta. Eccone un valido esempio:

Anatole Daphnè figura 2

Da notare anche l’insistenza, nella prima battuta, sulla terza minore di RE (FA) che crea sempre un sapore bluesy.
L’anatole nel jazz manouche presenta spesso delle varianti armoniche nella sezione B. Nel caso di Daphnè ad esempio il giro armonico è lo stesso della sezione A ma innalzato di mezzo tono. 

Anatole Daphnè figura 3

Molto interessante, a mio parere, il modo di cadenzare le note alla maniera del be-bop ed un uso più variegato delle figure ritmiche (terzina e quartina della seconda battuta).


Un altro esempio di anatole di Django: Swing 42


Passiamo ad un altro brano di Django Reinhardt impostato sempre sulla progressione I-VIm-IIm-V. Si tratta di Swing 42. 

Swing 42 figura 1

Si tratta di un brano in DO maggiore quindi la nostra progressione sarà C-Am7-Dm7-G7. Ancora una volta il solo è costruito intorno all’arpeggio di Am dal momento che esso rappresenta una struttura ideale per aggiungere, in modo semplice, quei colori diatonici ai vari accordi: la 6a per C (I); la 7a minore e la 9a per Dm7 (II); 9a, 11a e 13a per G7 (V).
Come per Daphnè e Belleville anche Swing 42 presenta una sezione anomala per quanto riguarda la parte B; in questo caso viene riproposto ancora il giro armonico I-VI-II-V ma una terza maggiore sopra rispetto alla tonalità d’impianto. Il pezzo  modula infatti in MI maggiore. Vediamone un estratto.

Swing 42 figura 2

Interessante è la progressione ritmica della seconda battuta che viene continuata nella terza battuta ma su beat diversi. Ancora una volta è presente l’arpeggio diminuito del centro tonale (in questo caso MI maggiore) nella quarta battuta. Infine nella sesta battuta sugli accordi FA#m7 e SI7 utilizza la triade di LA maggiore che aggiunge addizioni agli accordi stessi.


Bene a questo punto provate a far tesoro di questi esempi e a farli vostri al fine di sviluppare le vostre idee su questa progressione fondamentale per il jazz manouche quanto per il jazz in generale.

Alla prossima!

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